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Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.

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Non sempre c'è invidia tra donne

C’è un ambito in cui non c’è invidia tra donne anche se in presenza di successo personale.

E’ quando si coltiva l’ambizione fuori dalle logiche di potere.

Propongo la mia lettera pubblicata sul numero 103 di Via Dogana, storica rivista della Libreria delle donne di Milano intitolata:

 

“Lei lo crede, sarà vero?”

 

E’ necessario essere ambiziose per riuscire nella vita politica e in genere nella propria esistenza.

Questo io credo ma mi chiedo quanto questo stato d’animo viene rispettato in una donna? Quanto, in particolare, dalle donne stesse?

Capita, per chi riesce, di incontrare ostacoli da parte delle invidiose e degli invidiosi?

Non sempre, dico. Almeno se si è fuori dai giochi di potere.

Il femminismo ci insegna a essere libere e protagoniste senza mirare al potere.

Da qui l’importanza di sganciarsi dalle situazioni dove la posta in gioco sono il successo secondo i canoni maschili.

Parlo per esperienza.

Se si è ambiziose per progetti che esulano dalla logiche di potere non nasce invidia, soprattutto fra donne.

L’ho sperimentato.

Mi spiego raccontando meglio la mia storia

Innanzitutto in passato non mi legittimavo il desiderio di protagonismo in genere, che invece, da quando frequento il movimento delle donne, trovo cosa buona e giusta.

 

Ho iniziato a percorrere la mia strada sognando il successo in tv, alti guadagni nel lavoro, fama come scrittrice, avanzamenti importanti di carriera e non escludevo la mia partecipazione in politica.

Ho capito successivamente, grazie al femminismo della differenza, che, anche se il desiderio di protagonismo era legittimo, per realizzare quelle ambizioni sarei dovuta sicuramente sottostare a dinamiche ben specifiche che rispondevano a logiche maschili e, se mai fossi riuscita, probabilmente avrei avuto a che fare con l’invidia della gente. Si sente dire spesso in certe situazioni: “Devi camminare attaccata al muro altrimenti ti pugnalano alle spalle”

In me è avvenuto quindi un importante cambiamento: ho cercato di essere libera e protagonista fuori dalla logiche di potere. Ho ottenuto  dei risultati e sono stata sostenuta dalla donne.

Sono andata a riprendere le mie passioni più vere come la scrittura, la psicologia, cercando di far fruttare i miei studi, le mie ricerche, le mie sperimentazioni. E ho cominciato a fare come secondo lavoro delle consultazioni in campo psicologico e a scrivere gestendo due blog e una pubblicazione. La musica non l’ho abbandonata. Ma ho trasformato le mie ambizioni di successo creando eventi per altre donne, cantando io stessa nella comunità di donne dove ho intrecciato relazioni significative.

Per fare un esempio, ho organizzato assieme ad un’altra donna uno spettacolo che ha ottenuto successo. In un altro successivo la mia esibizione è stata la più applaudita. Non ho vinto un talent scout ma ho avuto molta soddisfazione personale e questo momento mi ha dato gioia. E il bello è che non c’è traccia di rivalità o bastoni tra le ruote. Le mie relazioni femminili mi sostengono, mi aiutano, sono felici per me. C’è sempre qualche invidiosa ma quella fa parte della vita.

Ho trovato la mia via, una via dell’ambizione che porta felicità e buone relazioni. Una via che per nulla al mondo abbandonerei ora che l’ho scoperta.

Ho raccontato la mia storia ma conosco altre amiche che hanno la mia stessa esperienza

Sostengo la mia ambizione e in genere l’ambizione delle donne. Credo fermamente che fuori dalle logiche di potere non ci sia invidia da parte di donne per chi ha voglia di protagonismo.

 

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