Overblog Tutti i blog Blog migliori Letteratura, poesia e fumetti
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.

Pubblicità

Anoressia, voglia di onnipotenza

Un nodo strano, controverso, una tematica scottante. Da alcune esperienze personali ho cominciato a ritenere che l’anoressia sia una questione che vada oltre la catalogazione di un disturbo psichico dovuto a un rapporto molto forte e simbiotico con la madre. Che questo problema parta dal rapporto con lei è sicuramente possibile ma forse in ballo ci sono anche  altre cause che si possono ritrovare  in un contesto  più ampio.

C’è infatti l’anoressica patologica che speriementa a 360 gradi quello che lei crede il senso di onnipotenza, non ne parla, finge di essere ‘come le altre’ finchè il suo stato finchè il deperimento fisico-psichico non raggiunge livelli insopportabili. Ma c’è anche  quella che di essere anoressica fa solo finta, non lo è ma si finge di esserlo e se ne vanta.

L’anoressia è uno dei modi per sancire l’indipendenza da una madre troppo invasiva. Mi chiedo, è solo per quello?

Perché ci sono le finte anoressiche?

 

Questo tema mi ha sembre turbato da quando studiavo all’Università. Prendo spunto da un intervento di Laura Colombo all’interno del ciclo di incontri Tra il matricidio e il monumento alla madre presso la Libreria delle donne.

 

Laura ha parlato di DIPENDENZA, in particolare del fantasma della madre, che non è fantasia ma vive, agisce nella realtà a tutti i livelli, non solo nel rapporto con la madre reale...” e sempre di dipendenza dice:“Non mi basta che si nomini, nel modo più assoluto. Di più. Ritengo fuorviante e pericoloso nominarla SOLO nel segno della dipendenza primaria con la madre. Perché è così assoluta, presuppone una sproporzione così enorme che è di fatto una dipendenza assoluta”.

 

Ho pensato quanto l’anoressia abbia a che fare con il tema della dipendenza

Questo disturbo è proprio tutto spiegabile clinicamente all’interno del rapporto con la madre?

Che dire di quelle ragazze che si vantano di essere anoressiche non essendolo? Le ho conosciute di persona per questo ne parlo.

 

Farò riferimento alle teorie che ho letto in due testi: uno di Helene Brunch Anoressia e uno scritto di Massimo Recalcati all’interno di un libro che ho portato a un esame Il lavoro di apertura a cura di Maria Teresa Maiocchi.

 

L’anoressica si rifiuta di mangiare volendo dimostrare la sua indipendenza da un bisogno fondamentale che è quello di alimentarsi. Ma il nutrimento ha a che vedere con la madre.

La madre ha infatti la funzione di nutrire il bimbo e provvedere al suo mantenimento fino all’età adulta, età dell’indipendenza fisica e psicologica.

Capita però che la madre si comporti in modo di ritardare il processo di maturazione psicofisica.

Cercando di agire pensare ed emozionarsi al posto del bambino. In pratica fa vivere, pensare e agire la figlia il figlio (ma in quest’ultimo caso è molto meno frequente) come agisce lei.

Helene Brunch riporta un esempio: è molto diverso dire ‘Se hai freddo coprirti’ oppure dire ‘Copriti perchè hai freddo’. Nel secondo caso è la madre a dire quando la figlia ha freddo e quando no.

La ragazza allora non si riesce ad autorizzarsi a pensare autonomamente a provare desideri propri e a vivere un’esistenza libera e indipendente. Al contrario si sentirà incapace di pensare vivere e agire quindi sarà assolutamente compiacente.

In questo modo si crea un rapporto in cui la madre è troppo invadente, pensa per la figlia, decide per lei o, anche in certi casi,  per lui (ma i casi di anoressici maschi sono pochi).

L’anoressia riguarda anche la comunicazione.

Capitano anche quei rapporti in cui questa non c’è o non funziona e il cibo diventa l’unico modo per parlarsi e veicolare amore.

 

Posso dedurre che questo disturbo ha a che fare quindi con la dipendenza e con il potere. Diventando anoressica la figlia è come volesse liberarsi della dipendenza dalla madre, vissuta come onnipotente, e lo fa puntando sul cibo (che sicuramente nell’immaginario è simbolo di potenza, di cibo si vive ed è la madre che per prima te lo fornisce). Nei testi quindi è chiaro ci si riferisce alla dinamica madre –figlia.

L’anoressica cerca di negare il rapporto con l’altro, la dipendenza: non mangio, nessuno può far nulla per me, NON HO BISOGNO DI NESSUNO.

E’ un modo per sancire l’indipendenza da una madre troppo invasiva. Ma io, mi chiedo, è solo per quello?

Come spiegare il caso delle finte anoressiche?

 

Le finte anoressiche

Ho qualche esperienza diretta su di me di un rapporto conflittuale con il cibo e anche di alcune amiche che non si possono definire anoressiche.

Dicono di esserlo. Non solo non lo sono ma quello che sconvolge è che mentre si dichiarano tali, si vantano!

Queste semplicemte sono magre di costituzione e recitano la commedia saltando qualche pasto.

Mi chiedo come mai ci si vanti. Mi chiedo perchè vantarsi di essere anoressiche e non cardiopatiche. E che dire di quelle amiche che giocano a fare le anoressiche dandosi forza l’una con l’altra e il cui rapporto con la madre non è poi così drammatico?

 

Fingono e simulano l’onnipotenza. Imitano le letterine. La madre però non è così invasiva. E forse c’entra fino a un certo punto.

Cosa c’è di altro?

 

 

 

 

 

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: