Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
Pubblico la lettera che ho inviato a Via Dogana e che è stata inserita nel n. 97 della rivista
La situazione di crisi in cui versa l’Italia e in generale il mondo intero trova una risonanza nel mio animo: crollano le certezze, i vecchi modi di agire che un tempo funzionavano ora sono inutilizzabili. L’Italia è ingovernabile e io pure: sto cercando una mia strada e un senso di me.
Perché crollano le certezze mie e quelle della società? Vecchie modalità di azione che sottostanno a schemi mentali legati a logiche patriarcali non funzionano più. È così anche per me. Anni di femminismo sono riusciti a distruggere i miei vecchi schemi. È il momento di praticare una strada nuova, libera e così anche la società. Infatti, come hanno detto le femministe, questo è un frangente storico di cui bisogna approfittare. Approfittare della crisi. È un’epoca di crollo degli schemi e di transizione verso il nuovo. È un’opportunità di cambiamento e di crescita.
Nella mia vita personale sono accadute tante cose. Sono rimasta senza il lavoro che mi permetteva di mantenermi. Certe strade professionali per me non sono più accessibili a causa dell’età e del mio livello di qualificazione. Allora mi sono reinventata. Ho valorizzato le mie competenze, mi sono qualificata ulteriormente e mi sono spesa nel mercato con la libera professione. E sta funzionando. Ma ho dovuto abbandonare molte delle false certezze che avevo: lavoro fisso in grandi aziende ecc. Ora però vivo il lavoro in modo nuovo, più libero e con maggior flessibilità, cose per me impensabili un tempo.
Così dovrebbe fare la società. Valorizzare le conquiste e il lavoro del movimento delle donne che spingono a nuove modalità di pensiero, alla valorizzazione di relazioni non strumentali per la crescita personale e sociale, a un’economia che tragga ispirazione dalla cura e il lavoro domestico svolti per anni con passione e competenza. Intravedo un segno di libertà femminile nel numero di donne elette in Parlamento cresciuto di non poco e non grazie alle quote rosa. Non sono preoccupata per la crisi ma stimolata a creare il nuovo per me e per tutti.
Serena Fuar