Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
Donne di parola è una web radio composta da un gruppo di donne che si sono cimentate nel progetto di realizzare degli audio file in cui vengono lette autrici scelte dal gruppo dopo un confronto e una discussione insieme. Sul loro sito, www.donnediparola.eu, ecco così spiegato il loro progetto:
“Donne di parola è una web radio. Presenta le letture, le interpretazioni e le ricerche di un gruppo di donne che vogliono, insieme a voi, riscoprire la scrittura femminile.
Le scrittrici e le poetesse, italiane ma non solo, che abbiamo ritrovato e interpretato, ritornano a vivere nel presente”.
Di Donne di Parola ho fatto parte anch’io ma, da come si capisce dalla mia lettera a Via Dogana (http://serenafuart.over-blog.it/la-mia-lettera-a-via-dogana-l%E2%80%99italia-%C3%A8-ingovernabile-e-lei-pure) per me questi ultimi periodi sono stati molto complessi e mi sono dovuta allontanare dal progetto.
Però vorrei raccontare di quando l’ho vissuto come l’ho vissuto. Ho fatto parte del gruppo per un anno e devo dire che al suo interno ho visto circolare talento, saperi e autorevolezza.
Non essendo molto esperta mi sono affidata alle altre che mi hanno dato coraggio e maggior sicurezza in me. I testi da leggere venivano scelti dopo discussioni e confronti tra noi, discussioni che cercavano di valorizzare e mettere insieme i desideri di ognuna. Io mi lasciavo guidare e mi arricchivo esponenzialmente. L’esperienza di lettura è vicina all’esperienza della recitazione dove ci si esprime, si esprimono emozioni e sentimenti ed era assolutamente per me un vissuto molto importante. Ma il progetto non è solo leggere. Il progetto è anche un lavoro costante di apprendimento e miglioramento delle nostre capacità. Ricordo i corsi con Ombretta de Biase, per me una grande maestra, impegnativi, in cui bisognava applicarsi seriamente, pregni di sapere, un sapere non solo teatrale ma anche politico.
Ricordo poi i momenti in sala di registrazione per realizzare concretamente i file audio. Io mi sentivo viva nella nostra relazione, spronata a dare il meglio, consapevole di fare qualcosa di politicamente incisivo perché valorizzare con le nostre voci in relazione scritture femminili è politica incisiva.
Realizzare un progetto politico in relazione con donne autorevoli per me è stato davvero arricchente, un’esperienza che mi ha modificato e fatto respirare una maggior consapevolezza dell’importanza di essere donna nel mondo.
Attualmente le Donne di Parola sono: Claudia Badioli, Elena Colella, Simona Cosentino, Attilia Cozzaglio, Raffaella Gallerati, Donatella Massara, Laura Modini, Luciana Tavernini.
Nel sito vengono menzionate anche altre persone: “Sono vicine al nostro progetto altre donne come Nuccia Cavalieri che ci segue dalla nascita con molta attenzione, Zina Borgini che ci ha spesso dedicato la sua capacità di giudizio, Ombretta De Biase, regista-autrice teatrale e quelle donne che hanno recitato in questi anni nelle letture: Alda Capoferri, Antonella Risi, Sara Bonte, Serena Fuart, Elena Fanali”.
I due momenti che ricordo con gioia? La festa di finanziamento 2010 alla Libreria delle donne. Una festa molto ricca iniziata dal primo pomeriggio momento in cui Alessandra Faiella ha parlato del suo libro presentata da Nuccia Cavalieri. A seguire è stato organizzato uno spettacolo musicale dove ho cantato io, la bravissima Maria Paola Miliziano e la bravissima Eliana Hertz, tutte e tre supportate da Laura Smiraglia per l’impianto stereo. La serata proseguiva poi con una ricca cena in cui ognuna di noi si era impegnata a cucinare qualcosa di davvero buono e raffinato.
Una giornata davvero piena e molto partecipata in cui ho potuto cantare, cosa che mi piace molto.
Il secondo momento che ricordo è la serata alla Libreria delle donne in cui è stato fatto sentire il file audio della novella Tango di Paola Bianchetti Drigo. In contemporanea alla riproduzione del file audio su uno schermo venivano proiettate immagini inerenti al testo accuratamente scelte. Una serata che ha visto la partecipazione di molte persone che sono rimaste soddisfatte dell’ascolto
In entrambi i momenti, ma anche in molti altri, mi sono sentita protagonista. Protagonista di un progetto politico che andava nel mondo, un progetto politico realizzato grazie alla forza delle relazioni, un progetto che, valorizzando la cultura femminile, può portare cambiamento
Serena Fuart