Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
Cosa avviene davvero tra madre e figlia? Cosa succede quando il rapporto non funziona?
Ho letto il libro Madri e figlie: specchio contro specchio di Laura Grasso
Prendo un passo:
“La madre avrà amato la figlia come proiezione di sé, di quella parte segreta di sé, piena di sogni e di speranze mai realizzate. E avrà anche odiato la figlia come proiezione di quell’altra parte di sé non amata, come rappresentante di un sesso inferiore: e infine l’avrà odiata come possibile rivale nella lotta per ottenere il riconoscimento da parte dell’uomo. La figlia avrà introiettato il modello femminile proposto dalla madre guardando ad esso come all’unico modello possibile. E avrà rifiutato successivamente tale modello alla ricerca di un modo diverso di essere donna. Avrà amato la madre come appartenente agli stessi segreti e alle stesse emozioni, e l’avrà odiata come il primo impedimento nella ricerca segreti e di altre emozioni.
La madre avrà amato la figlia come appartenente allo stesso sesso e alla stessa storia, e l’avrà odiata come donna “diversa” che con la sua diversità poneva in discussione il modo di essere donna della madre.
Amore odio, odio amore; anche qui, forse più qui che altrove, ritroviamo il binomio di sempre. Anche qui, più qui che altrove ritroviamo il bisogno della madre verso la figlia, il bisogno della figlia verso la madre.
Bisogno e dipendenza l’una verso l’altra, entrambe chiuse nei ruoli di madre l’una, di figlia l’altra; entrambe col desiderio profondo – che trova però enormi ostacoli – di parlarsi tra donne in una autonomia reciproca. Autonomia che il ruolo impedisce e cerca di soffocare”.
Questo accade tra madre e figlia come descritto dalla bravissima autrice. Inoltre nel libro si trova scritto che quando la figlia inoltra sperimenta la propria sessualità e si stacca quindi dalla madre per quest’ultima è un momento molto doloroso e molte volte cerca di impedirlo appoggiandosi alla logica maschile che reprime la sessualità delle donne. Troveremo madri in conflitto con le figlie nel momento in cui queste hanno i primi rapporti sessuali.
Quindi un rapporto ambivalente in cui a volte prevalgono gli aspetti negativi a volte quelli positivi.
In un rapporto difficile prevale l’aspetto della rivalità, il fatto che la figlia abbia una vita diversa che mette in discussione il rapporto della madre con sua madre e mette in discussione il suo stile di vita e poi il dolore della madre quando la figlia si stacca da lei…si tratta di un amore viscerale, un sentimento profondo che viene come spezzato dall’indipendenza della figlia (passaggio però inevitabile).
Bisogna pensare che un comportamento negativo di una madre è dettato da una profonda sofferenza interiore.
Nell’ambivalenza di un rapporto così importante e profondo, penso sia necessario cercare di recuperare l’amore che in ogni rapporto, anche il più difficile, c’è.
L’amore della madre permette di camminare sicure per il mondo, il senso della genealogia femminile è un guadagno simbolico non indifferente per la figlia.
Con le mie pazienti cerco di valorizzare questo rapporto anche se può essere difficile e complesso per quanto ovviamente possibile. Perché infondo ad ogni comportamento negativo ci sta amore frustrato e un distacco difficile.