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Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.

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Riconoscere la disparità

Quando ho smantellato dalla mia mente l’idea che tutte le donne sono uguali, quando ho riconosciuto disparità tra noi  devo dire mi sono liberata del fardello dell’invidia provando un gran senso di libertà e di senso d’essere.

Una relazione politica con una donna molto diversa da me l’ho avuta alla Libreria delle donne. Incontro il suo pensiero quando inizio a frequentare gli incontri nel 2004. Succede un fatto che mi era accaduto con Dorothée, la cantante francese che è stata mio idolo nell’adolescente. Quando ammiravo Dorothée, studiavo francese e quello che accadeva è che la persona che capivo e capisco interamente anche oggi era ed è proprio Dorothée. Capisco tutto quello che dice, non mi sfugge praticamente nulla a differenza degli altri francesi di cui perdo a volte il significato di tanti termini. In Libreria con questa donna è successa una cosa simile: il pensiero della differenza era all’inizio per me di difficile comprensione. Succedeva che quando parlava lei le cose mi erano più chiare. Anche ora che non ho più difficoltà quando parla lei la comprensione dei concetti avviene più rapidamente.

E’ grazie al riconoscimento della nostra immensa disparità che non ho provato invidia. Ho accettato la differenza come una valore non come un disvalore, considerandola un arricchimento e un senso di grande libertà.

E’ successo ad una conferenza un fatto molto particolare che mi ha ricordato un fatto accaduto alla filosofa Maria Zambrano.

Riporto quanto scritto dalla filosofa in Verso un sapere dell’anima ripreso da Annarosa Buttarelli nel suo libro Una filosofa innamorata

“Non comunicai a nessuno la mia decisione di abbandonare lo studio della filosofia, finché un giorno indimenticabile, credo nel mese di maggio, entrò un raggio di luce attraverso una tendina nera che copriva una delle fessure dell’edificio di San Bernardo che davano su un patio. Il professor Zubiri stava spiegando niente di meno che le Categorie di Aristotele. In un attimo io mi ritrovai, non tanto presa da una rivelazione folgorante, quanto pervasa da qualcosa che si è sempre rivelato più adatto al mio pensiero: la penombra toccata di allegria. E allora, in silenzio – nella penombra, più che nella mente direi dell’animo, del cuore – si dischiuse a poco a poco, come un fiore, la netta sensazione che non avevo forse alcuno motivo per abbandonare la filosofia”

 

Stare nell’ombra, fuori dai giochi, per ripartire verso un senso libero dell’essere.

 

Stavo ascoltando un incontro diversi anni fa dove parlava lei e un’altra relatrice. Dell’altra relatrice non capivo molto. Poi è intervenuta lei. A quel punto mi fu tutto chiaro e mi ricordo entrò un raggio di sole nella sala. Questo fatto l’ho vissuto sia come un’illuminazione ma anche in un’altra maniera. Ritrovandomi nella zona d’ombra mi sono detta: il mio posto è fuori dai riflettori. E’ da un’altra parte, posso essere e significare altro.

Ho capito la mia strada come doveva essere, ho trovato il senso di me.

Provando invidia o volendoci considerare tutte sullo stesso piano si va incontro a situazioni innaturali e povere. Riconoscere la disparità è davvero importante e arricchente.

 

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