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Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.

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QUANT’E’ DIFFICILE LA FINE DI UN RAPPORTO

Ho scritto nel precedente articolo di come si supera un dolore profondo di separazione.

Vorrei fare un passo indietro e soffermarmi sulla fase di dolore che caratterizza la fine di una relazione.

 

Quando tra due donne finisce, sentimenti contrastanti dominano gli animi: rabbia, soprattutto da parte di chi è stata lasciata ma anche molte volte anche da parte di chi lascia (perché chi lascia a volte è costretta a farlo), dolore, malinconia e nostalgia. Questi sentimenti si esprimono da soli o si sovrappongono, si scontrano portando alla letterale disperazione.

La disperazione si manifesta con pianti, sfoghi con le amiche e chi più ne ha più ne metta. Poi passa ma non è finita. La disperazione non cessa ma  si trasforma. Si trasforma in un dolore silente ma tagliente (scusate la rima). Ovvero non si piange più, con le amiche si parla meno perché ormai s’è già detto tutto ma dentro ognuna di noi c’è una sofferenza profonda che taglia le gambe letteralmente rovinando momenti e situazioni. Ed è silente, profonda e porta alla depressione.

E alla base sempre i sentimenti di rabbia, di dolore malinconia e nostalgia che si alternano, scontrano, sovrappongono.

Ma vediamo questi sentimenti. La rabbia è di gran lunga quello più brutto. Deriva dal dolore, io lo chiamo l’altra faccia dell’amore. L’amore frustato non corrisposto, quello che non può più essere o esprimersi. Ci si arrabbia con l’Altra che non ci ama più, che non ci ha mai amato, che ci ha tradito, ma dietro questo livore c’è un dolore della perdita profondo e un sentimento d’amore che non può più manifestarsi e crea una profonda frustrazione.

In certi casi c’è l’angoscia. Quando ci si trova da sole con poche amiche. L’angoscia della perdita può essere terribile.

 

Il dolore della separazione è a volte irrazionale. Nel senso che pensando razionalmente si sa che magari era meglio la storia prendesse quella piega e finisse. Ma c’è un irrazionale in noi, un desiderio cieco alla realtà che porta a desiderare ancora chi ci ha fatto del male, chi ci ha tradito o preso in giro o chi semplicemente chi non ricambia il nostro amore. Il desiderio cieco è appunto cieco, non vede l’impossibilità materiale della storia, il fatto che è meglio si sia spenta, e spinge verso l’alto, risale i gradini dell’inconscio per manifestarsi e far piombare nello stato di malinconia o nostalgia la persona interessata.

 

Il dolore va attraversato. Non rimosso. La disperazione va vissuta tutta con pianti e sfoghi. E il dolore profondo che segue pure cercando la luce e un po’ di speranza.

La rabbia va sfogata e va interpretata. E’ l’altra faccia dell’amore. E’ l’amore frustrato. Capito questo si trasforma in pianto e si riesce magari a venirne fuori per qualche giorno. Nel caso di rabbia per un mal comportamento è la stessa cosa. Si tratta sempre di amore frustrato perché anche nel caso di qualcuna chi ci ha trattato male se come dicevo prima razionalmente diciamo “meglio così se si è allontanata” ma dentro di noi il desiderio inconscio cieco e irrazionale bussa alla porta.

 

Ma c’è poi la fine di tutto. E non è il tempo. Ma come dicevo l’immagine interiorizzata che impariamo a riconoscere.

Ma non è una cosa che accade subito. C’è tutta una fase da vivere, quella di cui ho parlato e da superare….

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