Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
Sandra farà una strana scoperta....
In macchina regnava uno strano silenzio. Paige guidava in modo isterico mentre Sandra ripensava alle domande di Megan.
“Evidentemente non si fida troppo di me… - si diceva -…ma…se infondo avesse ragione a meravigliarsi tanto? Cosa ci faccio io nella vita di Edith? Se forse in questa storia avessi cercato, per caso, davvero un amore ideale che non esiste?”
Sandra sospirò.
Cominciava a vivere come illecita questa sua intrusione nella vita di Edith.
“Comunque Megan è molto tesa ora…”Disse Paige interrompendo i suoi pensieri.
“Per di più stasera ha un volo per la Normandia dove in questo fine settimana deve fare un servizio fotografico.”
“E’ davvero in gamba…- pensò Sandra -.Non deve essere facile sopportare la consapevolezza che sua madre potrebbe essere in pericolo…eppure lei…è così forte. Anche stasera…aveva i nervi ben saldi. Non so come avrei reagito io…forse piangendo e basta. Megan è davvero coraggiosa.”
Sandra sentì un nodo in gola.
“Ho paura per Edith.” Disse all’amica.
“Coraggio, Sandra!” La esortò Paige.
“Non dobbiamo angosciarci. Sono sicura che non le è successo nulla…Comunque stasera andiamo a casa sua.”
Sandra scattò “Di Edith?”
“Si. Edith mi ha dato degli incarichi nel caso si assenti a lungo…devo controllare certe questioni…”
“Ascolta, Paige…io domani devo partire per Nizza, voglio tornare a casa…”
“Sandra, solo mezz’ora, devo vedere certe questioni”
“Ma cosa? E poi non possiamo…”
“Sandra, Edith si fida di me: sua figlia vive in giro per il mondo e ha affidato a me i suoi affari quando non c’è. Con sua sorella non è che abbiano proprio questo grande rapporto…”
“Ho capito. Però lasciami alla prima fermata di metro”
“No, Sandra, vieni con me è questione di un attimo. Dammi una mano, ti prego. E’meglio se siamo in due.”
“Io non so se Edith sarebbe proprio contenta, ha dato le chiavi a te non a me…”
Paige sospirò “Lo so, ma ho paura andarci da sola, è questione di dieci minuti…
“Ma cosa devi fare?”
“Non sono affari tuoi, dài, Sandra, solo mezz’ora, forse posso scoprire dov’è. Dai suoi conti. Se troverò quello che cerco…
Paige era chiaramente colta da un delirio di onnipotenza, da un sogno che la vedeva eroina, senza però il coraggio di agire da sola.
“Non vorrai fregartene completamente…”
Sandra era troppo confusa per capire tante cose e si convinse.
E comunque non voleva fregarsene completamente.
Si trovava al quinto piano di un bel palazzone in centro.
Sandra camminava in punta dei piedi in quell’appartamento, enorme, che si distingueva per l’arredamento classico. Guardava incantata come erano prevalenti magnifici velluti su sedie e divani, mentre i mobili d’epoca erano finemente intagliati con legni prestigiosi.
Ma in ogni angolo, in ogni piccolo particolare come in tutta la predisposizione dell’arredamento traspariva una delicata raffinatezza che rispecchiava completamente la dolce personalità di Edith.
Sandra, entrando, provò un’emozione intensa. Fu come essere dentro l’anima della sua amata.
Senza perdere troppo tempo, Paige condusse Sandra nello studio della padrona di casa, uno stanzone enorme con un’imponente libreria traboccante di libri che occupava tutta la parete.
Mentre Paige accendeva il portatile sepellito da libri e scartoffie sparse nella grande scrivania in mezzo alla stanza, Sandra si mise a gironzolare pensando a quanto dovevano essere morbide le due splendide poltrone vellutate rosso scuro e il divano dello stesso tessuto.
Si avvicinò a questo. C’era un’agenda sopra, almeno un’agenda sembrava. Poteva anche essere un quaderno, era decisamente usato, pieno di carte e foto che traboccavano dalle pagine. Sembrava un diario. Sandra fu colta dall’ansia. Non era un gioco. Quella era casa di Edith, lì c’era la sua vita e…il motivo della sua scomprarsa.
“Paige…” Sussurrò Sandra tremante “Ho un dubbio…Non è che inficiamo le ricerche della polizia curiosando negli affari suoi?”
Paige sospirò “Non stiamo curiosando e poi…”…mentre parlava Paige aveva aperto strani file
“Stai buona, Sandra…”
La ragazza rivolse l’attenzione nuovamente sull’agenda. Color verde acqua.
“Che bella!” Esclamò volendo attirare l’attenzione di Paige su quell’oggetto.
Nonostante fosse distratta, Paige le diede un’occhiata ma non capì cosa fosse.
“Sono appunti di contabilità, forse sono i miei, prendili!”Ordinò.
Poi riprese a lavorare al computer tra i numeri dei report aperti.
Sandra prese l’agenda.
La aprì accorgendosi che la sua amica si era sbagliata.
Non si trattava di contabilità…piuttosto… di un diario.
E ogni pagina era scritta fitta come…come fossero delle confessioni.
C’era una data che risaliva a tre mesi prima.
Sandra si sentì trascinare dall’emozione che le procurava quel fiume di parole scritte a mano. Una scrittura fluida, tendente verso avanti…
Sandra sentiva palpitare il suo cuore forte.
Cominciò indebitamente a leggere e come per incanto fu dentro il segreto di Edith.
23 gennaio.
Il viaggio in aereo terminerà tra poco. Sto per raggiungere l’India. Mi sento parecchio affaticata, il volo è stato pesante. Non riesco a immaginare che domani sarò immersa in estenuanti ricerche sugli Stupa. Eppure dovrei esserne felice, del resto è un genere architettonico che mi ha sempre appassionato e non ho mai avuto occasione di studiarlo così da vicino…ma ora tutto quello che vorrei è poter dormire almeno venti ore di fila…e poi con tutti i vuoti d’aria che ci sono stati ho lo stomaco nel cervello.
New Dehli. 26 gennaio.
In India da due giorni. Mi rendo conto di trovarmi in un paese ricco di contraddizioni: giardini e meravigliosi viali alberati convivono con strade polverose trafficate e piene di ingorghi. Edifici storici si alternano a grattacieli e strutture recentissime.
Le strade sono affollate di gente. E’ un mondo pieno di colori. C’è un miscuglio di culture intricato. Sento tutta l’eterogeneità degli esseri, è un luogo assolutamente cosmopolita. Sono dominata da emozioni intense che non saprei definire bene…le strade, ogni via o abitazione richiama sensazioni di misticità perché ogni forma porta i segni della filosofia che soggiace in ogni angolo.
Sento la serenità delle persone sorridenti e felici, che ringraziano la vita ogni giorno pur senza possedere nulla e vivendo in condizioni a volte molto faticose.
La sento a volte, nelle persone che incontro l’antica ricerca del Nirvana, l’assenza del dolore…un percorso di assoluta spiritualità…è tutto così bello.
Per il resto i miei colleghi non sono il massimo della simpatia…me ne sto spesso da sola.
Siamo nuovamente nella capitale ma giriamo molto, cambiamo albergo quasi ogni sera, è uno stress pazzesco…meno male che mi pagano bene. Comunque oggi, come già annotato nei miei appunti professionali, ho visitato alcuni resti di costruzione in stile Stupa. Si notano chiaramente le intenzioni di una proiezione universale dell’architettura. Le cupole emisferiche raffigurano la volta celeste…ogni spazio è pieno ed è circondato da balaustre e punteggiato da portali monumentali…devo dire che sono costruzioni assolutamente splendide…
Comunque stiamo lavorando tanto, io non ho più tanta resistenza…e poi di fronte ad alcune costruzioni così belle le mie emozioni raggiungono livelli fin troppo intensi tanto che oggi ho perso i sensi per ben due volte.
Stavo analizzando alcune superfici di uno Stupa che abbiamo esplorato nel pomeriggio. Non eravamo molto distanti dalla città dove soggiornavamo. Ero assolutamente concentrata quando mi si è avvicinata una ragazza indiana. L’ho notata per la sua età, avrà si e no vent’anni, molto carina con dei capelli lunghi corvini e lisci e gli occhi scuri…mi ha colpito la forma del suo corpo, snella e armoniosa e così esile, che le dà un tono di fragilità. Ogni suo movimento è delicatato come fosse una ballerina. Agile, leggera, sembra il suo corpo sia in perfetta armonia con la più bella delle musiche.
L’ho notata perché troppo giovane per essere una dell’equipe.
Infatti è la figlia di un insegante in gruppo con noi.
La sera è venuta a cena assieme al padre e si è seduta vicino a me.
Sembra quasi lo abbia fatto apposta.
Ci siamo conosciute. Si chiama Nama. Studia arte all’Università ed è una danzatrice Barata Natyam.
Su tratta di uno stile di danza indiano molto particolare, mi ha spiegato.
La danza, secondo la cultura indiana, è il momento di massima elevazione estetica. Si traduce con Rasa che vuol dire sapore, essenza, linfa, succo essenziale del corpo, è la vita.
Quando una danzatrice, attraverso i passi e l’espressione intensa del corpo, riesce a comunicare un sentimento, allora si è raggiunto il rasa, il sapore.
Un atto intenso, un modo di comunicare sublimazioni dello spirito, di cui una delle espressioni più elevate è il sentimento d’amore.
Per raggiungere questa elevazioni è necessario che corpo e mente siano strettamente legati.
Parlare con lei è stato semplicemente meraviglioso.
Dopo cena sono salita in stanza ma…non avevo sonno.
Sono scesa.
Il giardino dell’albergo era molto fresco e invitante.
C’era anche lei.
D’istinto mi avvicinai.
Volevo chiederle un sacco di cose di lei ma…beh, non era il caso ficcare il naso negli affari suoi…
Le chiesi ancora della danza.
Il Bharatanatyam, mi ha spieato, è uno stile di danza del sud dell'India che in
origine poteva essere danzato solo dalle Devadasi, le ancelle di dio, nei templi dedicati alle varie divinità indù. E' una danza che ha un'origine sacra e rappresenta il tramite tra il devoto ed il suo dio. L'incontro avviene attraverso il racconto danzato ma anche mimato e recitato di alcune storie che hanno come tema centrale l'Amore nelle forme più rappresentative che simboleggiano sempre il rapporto che esiste tra anima e dio.
Il racconto mitologico si accompagna e scandisce con il battito dei piedi sul terreno e con movimenti codificati delle mani (i mudra). E' un tipo di danza che richiede grande concentrazione, coordinazione e devozione e, come le altre forme di arte in India, anche il Bharatanatyam è a carattere religioso.
Questa danza ha una grossa potenzialità terapeutica poiché per praticarla è necessario muovere e coordinare tra loro numerose parti del corpo. Non è necessario avere una formazione specifica anche se una buona attitudine alla ritmica ed all'attività sportiva aiutano. E' un percorso sia tecnico sia spirituale che porta ad entrare ed immergersi completamente nel mondo indiano.
Nel Bharatanatyam il corpo si muove dove l'anima lo trascina tra una varietà di dei ed esseri sovrumani fino ad identificarsi con essi. Nella danza convivono tre tecniche differenti che coinvolgono il corpo: quella degli arti inferiori, ‘terrestre’, quella del busto con braccia e mani e quella del volto che riflette la spiritualità.
Ma poi mi ha svelato qualcosa di lei.
Vive a New Dehli con suo padre. E’ figlia di genitori divorziati.
Nonostante sia molto all’antica suo padre sostiene pienamente gli studi di Nama. Quando parla di lui però…il suo volto si oscura.
30 gennaio
Ho sempre dimenticato di scrivere un particolare che è accaduto fin dal primo dei nostri incontri, quando ci siamo dette i nostri nomi.
Io mi sono presentata con i miei tre nomi, ma poi le ho fatto capire che tutti mi chiamano Edith.
Lei mi ha chiesto se era davvero il nome che preferivo dato che ne ho tre. In realtà ho sempre desiderato mi si chiamasse Julia, ma la mia famiglia e i parenti hanno deciso per Edith e io non ho mai voluto sottrarmi a questa volontà. Allora mi ha detto che se volevo mi avrebbe chiamato Julia…Non so capire cosa mi provocasse quell’emozione intensa di piacere. Ho accettato, mi chiama Julia.
E’ una sensazione stranissima sentirmi chiamare così…mi sembra di essere un’altra persona, qualcuna con dei tratti che io ho sempre desiderato poter esprimere e che non ho mai avuto il coraggio di esibire…Lei si chiama Nama invece. Il suo nome significa essenza interiore. E’ un nome legato alla filosofia del dualismo psicofisico in cui si ricerca il passaggio dal Samare, ovvero una realtà dubbiosa, al Nirvana…
Durante l’escursione della mattina c’era anche lei. Al momento del pranzo ci siamo sedute vicine. Sono stata molto felice di aver mangiato con lei… è una ragazza sensibilissima…ogni giorno mi colpisce è il suo sguardo così dolce e innocente…Inoltre è molto intelligente e colta, pensare che mi ha fornito proprio lei alcune informazioni per decifrare alcune superfici Stupa. Si trattava di raffigurazioni elle vite anteriori del Buddha …
1 febbraio.
Oggi mentre facevamo una pausa, durante alcune escursione, siamo rimaste sole.
Erano tutti in ristorante, noi ci siamo uscite nell’ampio giardino a prendere il fresco.
Ci siamo messo sotto un albero e lei mi ha mostrato un passo di danza.
Si muove con una tal sinuosità che mi sono venuti i brividi…
“Brava, sei fantastica”
Le ho detto.
Lei mi ha guardato in modo strano
“Questo stile di danza me l’ha insegnato mia madre…”
Nel suo volto, un velo di dolore.
“Cosa fa tua madre?”
Sorrise di nuovo.
“Aiuta le donne più povere, quelle dei paesi e delle province. Le aiuta a rendersi libere, tramite la danza e il teatro cerca di renderle consapevoli di sé, del loro corpo, delle loro emozioni e desidederi…”
“Dove lavora?”
Si è intristita. Ma che succede?
Siamo state interrotte
Sono a metà di questo splendido soggiorno in India.
Cerco di assaporare tutto il calore e la misticità di questo paese, così lento, fuori dal mondo.
Devo dire mi sento parecchio addentrata in questa cultura seppur senta delle storie agghiaccianti che riguardano la libertà delle donne.
Da una parte il femminismo ha fatto dei progressi notevoli. Da una parte si può dire che si è raggiunto un grande livello di emancipazione e di libertà di pensiero. Le donne studiano fanno carriera.
Ma dall’altra parte ci sono condizioni di arretratezza spaventose.
Sono tra le più oppresse del mondo, vittime di violenze, maltrattate e, per la maggior parte di loro, il matrimonio è ancora un destino a cui non è facile sottrarsi neanche tra le persone più colte.
Mi è capitata una cosa strana.
Ho sentito due colleghi parlare di Nama.
Quando ho sentito il suo nome mi sono venuti i brividi…brividi d’emozione. Come fossi…innamorata…
Di solito non sono curiosa. Me ne frego dei fatti altrui.
Ho ascoltato, mi sono appostata stretegicamente vicino a loro e ho ascoltato.
Pare che i genitori di Nama siano divorziati.
In India già dal 1950 il divorzio è legalizzato ma le donne che scelgono questa strada non hanno vita facile: sono costrette a rinunciare a tutto, sono spesso ripudiate dalla famiglia e non possono neanche ottnere l’affido.
I suoi genitori hanno entrambi studiato, la madre per anni ha insegnato. Hanno divorziato per profonde divergenze di pensiero. Pare che divorziare non sia stato facile per lei come per tutte le donne in questo Paese.
Questo aspetto della condizione femminile mi infastidisce parecchio anche perché di strada ne hanno fatta, hanno lottato tanto, dai tempi delle lotte per l’indipendenza dal dominio britannico.
C’è tutta una storia del loro movimento, e hanno anche ottenuto molti risultati.
E’ anche vero che tanta di questa libertà è garantita dalle leggi che sono riuscite ad ottenere. Leggi per carità fondamentali e meno male che ci sono. Però a volte, i cambiamenti solo legislativi, sono insufficienti se non accompagnati da un cambiamento culturale, di pensiero, percezione e autopercezione.
La dote è una pratica ancora molto, forse troppo diffusa. E le ragazze stesse si sentono valorizzate da questa. Che mi importa se la legge le protegga se loro stesse sono radicalmente convinte che sia giusto dare dei soldi al marito e alla famigila…
Nama mi ha colpito subito. Nonostante sia giovanissima, ha 25 anni, è una ragazza molto riflessiva e consapevole. Ha sviluppato un pensiero libero, osservando, osservandosi, in relazione ad alcune donne più grandi di lei, amiche della madre, che da lontano, l’hanno vegliata e e curata.
Mi si è stretto il cuore quando hanno detto che non vede la madre dall’età di sei anni.
Suo padre pare sia sempre stato conservatore e tradizionalista ma non lo dava più di tanto a vedere.
Subito dopo il matrimonio è entrato in politica, militando in partiti conservatrici e tradizionalisti.
La madre, al contrario non aveva mai smesso di militare nei movimenti femministi…
Non sono una psicologa ma spesso mi chiedo come certe cose possano avvenire. Com’è possibile che due persone colte non avessero percepito l’abisso che c’era tra loro. Anche se magari da fidanzati tutto sembrava bello…oppure, si sono sposati perché dovevano, come suppone Nama.
A volte la vita è uno strano intreccio di giochi psicologici e dinamiche che ci scegliamo.
Ma forse la madre di Nama è stata abbagliata dalla famiglia di lui. Non è raro trovare famiglie all’apparenza molto aperte e moderne, ma in sostanza profondamente radicate nelle tradizioni.
Pare che proprio alcuni parenti di lui vedessero bene il fatto che lei fosse una femminista.
Evidentemente era pura apparenza dato che dopo il divorzio l’hanno perseguitata ed è dovuta fuggire.
“Le donne sono capaci di grandi reti solidali - mi ha detto Nama - .Mia madre è scappata più di quindici anni fa. A parte qualche lettera, non ha mai potuto farsi viva con me. Quello che so è che un sacco di gruppi e movimenti che le hanno dato ospitalità e hanno pensato a farla ‘sparire’.
3 febbraio, ore 15
La Yaksi che ho visto oggi mi ha turbato non poco. Si tratta di un’ inquietante figura femminile in rilievo su una superficie di un’altra costruzione Stupa che ho visto oggi. Le figure femminili come rilievi fanno pensare che questi tipi di Stupa sono più recenti…infatti non producono sensazioni funebri come quelle antiche, visitate tra l’altro pochi giorni fa.
Ho rivisto Nama a pranzo ma era di fretta, andava da un’amica.
Mi sarebbe piaciuto parlare un po’ con lei, avrei voluto mi raccontasse di sua madre.
Dopo aver sentito quello che ha detto l’ho vista sotto un’altra luce.
Ha sempre il sorriso sulle labbra e infonde serenità.
Ha un dolore profondo eppure non trapela nulla.
E’ venuta subito da me a salutarmi.
E io mi sono emozionata come una ragazzina.
4 febbraio, 4.00 del mattino
Ieri sera ho rivisto Nama e mi ha raccontato che è stata da un’amica molto religiosa. Nama è induista.
Mi ha spiegato che è difficile dar una definizione veritiera di induismo, si tratta di un concetto complesso e multiforme.
Lei mi ha spiegato alcuni concetti che la riguardano profondamente:
-lo spirito di tolleranza e di buona volontà per comprendere e apprezzare il punto di vista dell'avversario, basato sulla rivelazione che la verità possiede molteplici apparenze;
- l'accettazione, da parte di ciascuno dei sei sistemi di filosofia indù, di un ritmo dell'esistenza cosmica che conosce periodi di creazione, di conservazione e di distruzione, periodi, o Yuga che si succedono senza fine;
-l'accettazione da parte di tutti i sistemi filosofici indù della fede nella rinascita e preesistenza degli esseri.
-il riconoscimento del fatto che i mezzi o i modi di raggiungere la salvezza sono molteplici;
- la comprensione della verità che, per quanto grande possa essere il numero delle divinità da adorare, si può essere indù e non credere che sia necessario adorare le murti (rappresentazioni) delle divinità.
A differenza di altre religioni o fedi, la religione indù non è legata a un insieme definito di concetti filosofici.
Secondo un altro punto di vista, un ‘indù’ è colui che crede alla filosofia esposta nei Veda che sono forse le scritture religiose più antiche del mondo e il loro insegnamento di base è che la vera natura dell'uomo è divina. Dio, o il Brahman (come è di solito chiamata la matrice metafisica di tutto ciò che esiste) è presente in ogni essere vivente. La religione è dunque una ricerca e una conoscenza di sé, una ricerca del divino presente in ogni individuo. I Veda dichiarano che nessuno ha bisogno ‘di essere salvato’, perché nessuno non è mai condannato; nel peggiore dei casi, si vive nell'ignoranza della propria vera natura divina.
Poi è successo quello che non avrei osato sperare.
Mi ha parlato di sua madre.
Come mi aveva già confidato è sua madre che le ha insegnato a ballare.
Quando si muove prova un senso di vertigine e piacere nello stesso tempo.
Intanto si faceva notte…e nel giardino dell’albergo complice l’oscurità è successo qualcosa …
Nama si è fatta silenziosa tanto che mi sono quasi spaventata. Poi però ha ripreso la parola.
“Nei pochi anni che siamo state insieme mi ha trasmesso molti valori e mi ha insegnato l’induismo.
E mi ha insegnato ad amare.
“Ama sempre con tutta te stessa - mi diceva -. Non aver paura di esprimere e di comunicare il tuo amore. Non aver paura di desiderare”.
Si commosse, forse per il dolore che sua madre non fosse lì con lei, ma trattenne il pianto.
“Mio padre ha sempre trattato male mia madre. Lei non lo ha mai giustificato però non lo ha neanche mai odiato. E’ anche lui vittima di un sistema culturale…e se è aggressivo è perché forse anche lui a sua volta ha sofferto…anch’io ora ho iniziato a pensarlo penso tutte le volte che è repressivo con me. Non lo giustifico, tento di tener testa ma…la verità non sta solo da una parte”
Poi ha sorriso.
E io mi sono commossa.
Mi ha trasmesso un’emozione fortissima…
“Non volevo farti piangere, Julia…volevo solo dirti che mi sono innamorata di te.
La frase mi ha lasciato così confusa tanto che devo essere rimasta a bocca spalacata.
Lei, non ha continuato a parlare, sorrideva come per infondermi tranquillità. Quello che adoro di lei è che sorride sempre, ma è tipico della loro filosofia cercare il sorriso come più grande valore, questo me lo ha raccontato più volte.
“Ho capito di volerti molto bene…- mi sussurrava -…mi basterebbe un tuo abbraccio per essere felice cent’anni…”Poi si è stretta a me, io mi sono emozionata a tal punto da perdere ogni controllo razionale, mi sono lasciata andare…e l’ho portata in camera mia. Nama è delicatissima in ogni senso, la sua pelle è più morbida dei petali delle rose bianche…Non sono mai stata a letto così bene con nessuno. Non ho mai fatto un’esperienza di una tale intensità fisica ed emotiva…non mi è mai successo in tutta la mia vita. Sono assolutamente sconvolta e felice!
5 febbraio.
L’omosessualità in India è un reato. Quello che è successo l’altra sera potrebbe causarle seri problemi. Deve stare attentissima soprattutto con suo padre…sarebbe capace di tutto se si venisse a sapere…
7 febbraio
Ho saltato alcune escursioni…a danno della mia ricerca. In compenso mi sono vista in segreto con Nama. Abbiamo girato per alcuni viali di New Dehli, zono che lei conosce molto bene. E’ fantastico stare assieme a lei, sembra mia figlia, mi fa così tanta tenerezza…e poi quando siamo sole…allora non sembra più mia figlia, è solo la mia amante.
Sandra era assolutamente rapita. Paige ad un certo punto le chiese cosa stesse leggendo ma lei neppure la sentì.
Ma del resto anche Paige era così assorta che non badò al fatto che Sandra avesse risposto.
Sandra era volata in India, sulla scia di quella persona così lontana, così distante, così estranea ma che riscopriva simile a sé per tanti aspetti…Avrebbe voluto poterle parlare…
Domani sarei dovuta rientrare a Milano ma ho tardato la partenza di una settimana. Nama ha convinto suo padre a scrivere un articolo con me. Così ho preso una stanza in un albergo. Suo padre sembra mi stimi e pensi che possa fare da esempio per sua figlia.
Sandra notò che aveva iniziatao ad omettere le date, segno che stava vivendo qualcosa che la estraniava dalla realtà.
Nei momenti liberi Nama mi porta in luoghi della città stupendi e inesplorati.
Sono continuamente immersa in un’onda di colori e filosofie.xxxxx
Xxxxxxx
…i nostri momenti d’amore li viviamo segretamente, rubando ogni attimo, ogni istante. Mi sembra di vivere in una favola.xxxxxxxx
Sandra notò un sacco di righe cancellate. Tutti i nomi erano stati cancellati.
L’ultimo giorno della mia ‘vacanza’ l’abbiamo passato in teatro.
Aveva una rappresentazione a livello amatoriale. XXXXX
Nama era triste, lo sentivo, ma cercava di non darlo a vedere. Ha ballato splendidamente.
C’erano un sacco di persone allo spettacolo.
Io non riuscivo a stare tranquilla, la guardavo ballare ma al pensiero di non vederla più uscivo di senno.
XXX
Le mie palpitazioni erano forti, dovetti andare in bagno a lavarmi le mani, poi mi sono raffreddata le guancie bollenti.
Siamo state insieme la sera da me in albergo. Ero molto malinconica. Per distrarci abbiamo fatto il bagno nella piscina…
Abbiamo discusso a lungo sul fatto di rivederci. Certo l’India non è dietro casa, tuttavia il mese prossimo potrei farci una vacanza…le ho promesso comunque che sarei tornata presto.
Del resto ci siamo scambiate tutti i recapiti.
“Ma perché un amore così bello e intenso deve proprio finire così presto?” Le ho detto quasi piangendo. Lei invece sembrava serena “Julia, l’importante è che abbiamo potuto viverlo anche se per poco tempo. Non è obbligatorio che la felicità in amore deve per forza essere duratura…talvolta quella breve è molto più intensa e forte…l’importante è poter vivere la passione…anche dovesse durare solo un’ora…ma quell’ora ti darà energia e forza per tutta la tua esistenza”.
...quello che mi fa male è che Nama soffriva mentre parlava, lo sentivo, perchè la conosco ormai...eppure cercava di essere forte ed è riuscita comunque a portare serenità...
Cercava di essere forte...disperatamente...
Io no, non ci sono riuscita...tra le due, l’adulta è stata lei...
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Avrei voluto piangere durante il viaggio in aereo ma ho ritrovato una collega che, come me, ha tardato il suo rientro di una settimana. C’eravamo accordate per rientrare insieme.
Stavo così male che riuscivo a malapena a chiacchierare durante il volo.
A Malpensa poi sono svenuta.
“Dovresti mangiare di più, Edith… -Mi ha detto lei -…sei così esile…”
Esile, proprio come Nama…pensai.
Sono riuscita con sforzo a trattenere le lacrime. Rievocavo continuamente la sua figura, la delicatezza del suo sguardo e del suo sorriso…
Milano mi fa schifo. Mai prima d’ora l’ho vissuta in modo così ripugnante…e pensare che una volta l’adoravo…mi chiedo solo quando potrò rivedere la mia bambina.
Ho ripreso a lavorare con fatica. Sogno Nama praticamente tutte le notti. Ieri sera ho provato a chiamarla ma non sono riuscita a prendere la linea in nessun modo. Dovrei cercare di recuperare la mia razionalità che mi ha sempre aiutato a riprendermi…è così difficile, terribilmente difficile…”
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Megan mi ha fatto compagnia per quindici giorni…tra un servizio e l’altro ha ricavato due settimane da dedicarmi.
Stare con lei è sempre un pieno di energia per me, mi ha decisamente risollevato il morale. E’ una ragazza in gamba, bastano pochi istanti in sua compagnia per farmi riaccendere l’entusiasmo. E poi…più la guardo più mi rendo conto di come sia terribilmente bella. Non c’è da stupirsi se le case di moda fanno a botte per averla….
Ha tutta la bellezza che io avrei sempre voluto avere.
Non so se se ne rende conto. So che lei invece vorrebbe essere come me…ma io avrei voluto essere come lei.
Il tempo trascorso assieme a lei mi ha rigenerato.
Tuttavia si è accorta che sono stata male. “Sei dimagrita ancora… - mi diceva -…sei sicura di esser stata sempre bene negli ultimi tempi?” Io ho cercato di mentire ma non so se Megan mi ha effettivamente creduto. E’ sempre stata fin troppo sveglia.
10 marzo 2000
Sandra notò che questa volta aveva messo la data…
La data! Sussultò. Era la data della festa di…
Stasera sono stata ad una festa di Paige. Ha dato un party per il suo grande amico Luca, c’era invitato un sacco di gente. Credevo in una noia pazzesca invece ho conosciuto una ragazza.
Si chiama Sandra…
Mi è piaciuta. Vivace, ha lo sguardo acceso e delicato…mi ha colpito subito. I suoi occhi sono grandi… allo stesso modo di Nama…me la ricordava tanto…
Il cuore di Sandra stava per scoppiare! Edith…stava parlando…di lei?
Continuò a leggere mangiandosi nervosamente le unghie.
... Mi è piaciuta perché è una ragazza sorridente, energica e soprattutto ha una grandissima sensibilità all’arte. E’ molto giovane, è una studentessa.
Sandra si sentiva mancare.
Abbiamo parlato molto, ha davvero un talento innato, credo che sarà una grande un giorno.
Molto interessata alla politica delle donne anche se, da quel punto di vista, ha molto da maturare e dovrà riuscire a sviluppare un pensiero suo. Però è bello che, nonostante sia così giovane, almeno abbia degli interessi. Se penso a certi miei studenti…
Mi sarebbe piaciuto restare in contatto con lei, ma non ci siamo neppure scambiate il numero… Comunque tramite Paige cercherò di rintracciarla perché ho intenzione di farla partecipare al corso che sto preparando all’università. E’ a numero chiuso ma farò in modo di farla partecipare. Sono convinta che ha delle potenzialità. Non lo farei altrimenti.
E poi…mi sembra come se far qualcosa per lei sia in qualche modo fare qualcosa per Nama…
Averla conosciuta è stato come poter stare ancora vicino alla mia bambina.
Sandra non poteva credere a quello che leggeva…
In qualche modo…era piaciuta anche lei a Edith…
Ma gli scritti continuavano. E ancora erano omesse le date.
Anche i tratti della scrittura si accavallavano, facendo trapelare che qualcosa non andava per il verso giusto e che Edith forse era ansiosa.
XXX
Mi sento terribilmente sola.
E’ possibile che in tanti anni non mi sia ancora abituata a qualcosa che accompagna tutto il genere umano e cioè la solitudine! Siamo tutti completamente soli, perché nessuno è in grado di capirci davvero fino infondo. Ed è proprio quando si sta in compagnia di un altro essere umano che davvero si comprende questa realtà.
Eppure con Nama stavo bene…lei era come se leggesse nei miei pensieri…
mi manca tanto… non ho mai provato delle emozioni così intense…è come se avessi avuto un’altra figlia…ma non era una figlia, era un’amante a volte avevo delle fantasie totalizzanti: ero tutto: madre, amante anche figlia, in certe occasioni…
XXX
Domani devo partire per Roma. Mi aspettano due interviste e un programma televisivo. Mi sento un po’ meglio rispetto alla settimana scorsa. Comunque devo uscire da questa situazione. Stasera voglio uscire. Chiamerò Paige…avrei voglia di rivedere Sandra che mi ricorda tanto…
Non voglio dimenticare ma non posso neppure vivere nel passato di quei giorni in India.
Se rivedo Sandra, mi sembra una buona mediazione.
E’ successa una cosa terribile! Non so cosa fare, scrivo per sfogare la mia tensione.
Un’ora fa ho smesso di scrivere per chiamare Paige. Le ho chiesto di mettermi in contatto con Sandra ma dice di non avere il suo numero…il che mi pare strano. Avevo capito che loro due fossero amiche…
Sandra trasalì. Ma cosa stava leggendo? Una specie di resoconto del dietro le quinte della sua storia?! Sentì le sue guance bollire. Era vero ciò che stava scritto?
Edith aveva chiesto il suo numero a Paige e questa…glielo aveva negato?
Paige era stata capace di comportarsi così? No, non poteva essere.
Sandra continuò la lettura. Tradita, pugnalata alle spalle…no, non poteva pensarci…
…Comunque l’ho sentita strana. Non non ho voluto insistere perché ho come intuito che Paige non volesse mettermi in contatto con Sandra non so per quale motivo. Forse piace a lei…
Così ho provato a chiamare Nama. E’ passato del tempo da quando sono tornata e non ci siamo mai sentite.
In realtà volevo aspettare fosse lei a chiamare. Vive ancora con il padre, sarebbe un rischio, ho paura di metterla in difficolà.
Ma, prima, non ho resistito. Volevo sapere se stava bene.
Ho dovuto richiamare più volte, cadeva la linea, non capivo nulla di quello che mi dicevano.
Poi finalmente ho trovato qualcuno che parlava inglese.
Questa persona, che era probabilmente una donna anziana, forse quella parente che vive con loro m’ha comunicato una cosa terribile: è successo un incidente e Nama…non ho capito come sta.
Cosa faccio?
Ho chiesto se potevo venirla a trovare ma quella persona diceva di no, non si poteva.
Ma che è successo?
Non so che fare… voglio andare da lei…
Avrei voglia di parlare con qualcuno…ma con chi e per dire cosa?
Vorrei parlare con qualcuno che non mi conosce…vorrei un giudizio che non si basi su preconcetti tipici di chi mi conosce già come Paige…voglio parlare con un’estranea…tipo Sandra…
Voglio partire per l’India ma…da chi vado a chi mi rivolgo?
E’ l’una di notte. Mi sono presa un tranquillante. Vado a dormire. Domani parto per Roma. In questi giorni proverò a chiamare ancora. Mi farò passare il padre e farò in modo di raggiungerla.
Il diario si concludeva lì.
Sandra era completamente invasa da emozioni.
Belle, brutte, non riusciva a spiegarsele…
Il cuore palpitava.
Non sapeva ancora cosa fare, ma ora…ora sapeva dov’era Edith!
“Paige…devo dirti una cosa importante!” Disse un po’ tremante ma sicura…
Paige, presa in quello che stava facendo neppure sentì.
Ma cosa stava facendo? Si chiese Sandra, era così assorta…
Solo in quel momento di rese conto di tutte quelle cose che di Paige non sapeva…
Quali segreti ancora avrebbe dovuto scoprire?
Era vero che si era intromessa tra lei ed Edith?
Mentre se lo chiedeva…d’improvviso si aprì la porta d’ingresso.
Qualcuno era entrato.
Le due donne sussultarono dallo spavento, spavento che si prova in certe situazioni….per esempio quando si è dove non si dovrebbe essere.
Sandra sgranò gli occhi quando vide Megan sulla soglia della stanza accompagnata da un ragazzo alto biondo e abbronzato.
“Che diavolo ci fate quì?” Chiese con un tono tra il sorpreso e l’aggressivo.
Nulla del suo atteggiamento faceva presagire qualcosa di buono.
Paige, con finta sicurezza, prese la parola “Tua madre mi aveva incaricato…”
Ma fu interrotta. Megan sbattè forte la porta dietro a sé.
“Mia madre niente! Mia madre è scomparsa!” Urlò.
“E io ho rinunciato al servizio fotografico perché non ci vedo chiaro in questa storia!”
Paige riprese la parola “Edith incarica sempre me di controllare la contabilità durante la sua assenza…”
“…ma cosa c’entra quella ragazza?”
Sandra impallidì.
“Mi ha accompagnato!” Si giustificò timidamente Paige.
“Non credo proprio sia andata così!”
Megan era proprio arrabbiata.
“Io chiamo la polizia!” E guardò il ragazzo che fino a quell’istante se ne era stato immobile a seguire la scena.
“David, prête moi ton portable!” Ordinò e il ragazzo estrasse il suo cellulare.
“Megan, non è come credi…- continuava a dire Paige -…tua madre si fida di me…mi ha perfino lasciato le sue chiavi di casa…come credi che siamo entrate?”
“Mia madre spesso si lascia incantare, questo io lo so! - Disse Megan - Non mi interessa sapere come siete entrate, quello che conta è che non dovevate essere qui! Mia madre è scomparsa ora non ha bisogno di contabilità, deve solo essere ritrovata…e la ricerca negli archivi e sul suo computer li può fare a questo punto solo la polizia!”
“Megan, non intralciavo certo le indagini e poi…”
“Non capisco poi cosa c’entri quella ragazza…”Diceva Megan senza neppure stare a sentire mentre digitava il numero.
Sandra intervenne prontamente “E’ un equivoco, io Edith neppure la conosco e…”
Megan si interruppe e sorrise nervosamente “…ah, non c’entri nulla tu?” Le disse nervosamente “Guarda caso però vai a incontrare mia madre prima della sua scomparsa in un luogo dove tra l’altro non doveva essere!”
“Megan, cerchiamo di essere ragionevoli!” Intervenne Paige con decisione.
“Tu stai zitta!” Gridò Megan e compose nuovamente il numero dei carabinieri.
“Tu non mi sei mai piaciuta, Paige! Non capisco perché mia madre intrattenga dei rapporti con te…”