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Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.

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MIA MADRE, LA POLITICA DELLE DONNE E IL LAVORO

Mia madre e la politica delle donne

 

Mia madre è una femminista della differenza pur senza aver partecipato mai ad alcun gruppo, né scritto qualcosa. La sua politica l’ha fatta in relazione con me, insegnandomi delle cose e cercando di portarmi verso la strada di un simbolico diverso da quello dominante.

Quando ero più giovane le mie idee e le sue erano contrastanti. Io ero un’emancipazionista, volevo la parità tra uomo e donna e volevo essere come un uomo.

Solo successivamente ho capito quanto questo desiderio mi potesse tagliare le gambe, soffocare la mia differenza e la mia personalità e inoltre, secondo le mie lotte, avrei dovuto abitare in un mondo di uomini e di donne che li imitano in tutto e per tutto, quindi un mondo totalmente maschile.

Ho cambiato idea e ho aderito al femminismo della differenza e in quel momento mi sono accorta del pensiero di mia madre.

Quando ero emancipazionista le chiedevo “Perché le donne non sono nei luoghi di potere?”

E lei senza troppi indugi rispondeva “perché probabilmente a loro non interessa come a me” oppure dicevo anche “uomini e donne sono uguali” e lei “sono profondamente diversi” e poi facevamo un discorso a partire dalla sessualità (quella volta ero giovane e avevo quello per la testa).

E’ lei che mi ha insegnato a non mettermi in competizione e star fuori dalle logiche di potere.

Mi diceva “cerca il tuo spazio ma non voler andare troppo in alto perché in quei contesti c’è competizione e smania di potere. Cerca di realizzarti senza per questo entrare in certe dinamiche.”

Mia madre sostiene che cercando di cambiare noi stesse cercando la libertà si possa incidere sulla società e così  fare un gesto politico a partire da sé.

 

Mia madre e il lavoro

 

Si è sempre impegnata molto nel lavoro, lo amava, lo svolgeva con passione tuttavia, diceva sempre “il lavoro non è la vita”.

Si è scelta una professione che la appagava, faceva la ragioniera e l’amministratrice di società, amava i conti, i numeri erano e sono la sua passione.

Ha lavorato sempre con impegno e responsabilità, mai un’assenza se non in casi di forti malesseri.

Ha scelto il part time perché voleva tempo per sé e per me. La vita ha dei valori che vanno al di là del lavoro, diceva sempre, quindi pur avendone le capacità non si è mai buttata in una corsa alla carriera sfrenata che le avrebbe sottratto momenti di vita per lei preziosa “preziosa come il tuo saggio con il coro a 14 anni” mi ha raccontato.

E così ha cercato di trasmettermi questo insegnamento.

Io all’inizio volevo fare carriera, i primi tempi lavoravo come una matta. Rinunciavo a me. Quando mi sono trovata senza lavoro e avevo la possibilità di cambiare è stata lei che mi ha suggerito un lavoro part time così che potessi prendermi cura di me. L’ho scelto rinunciando a carriere nel campo del giornalismo come avrei potuto. Avrei potuto però sacrificando molte cose di me perché avrei dovuto sgomitare come una matta dato il momento così difficile

Oltre a mia mamma frequento la libreria, l’agorà posti ho sentito riflessioni che mi hanno fatto scardinare certe idee che avevo. Mi identificavo nel lavoro, per cui un lavoro più tranquillo equivaleva a un mio fallimento, pensavo. Invece no, il lavoro è parte di noi ma non siamo noi. Noi siamo anche altro. E io non sono solo il mio lavoro. Così mi sono buttata nella mia nuova vita.

Adesso ho un lavoro di assistenza clienti sky part time che mi tengo stretta perché tranquillo, con gente giovane e simpatica e team leader umani e comprensivi. In questo posto si sta bene.

E poi posso svolgere anche un’altra professione: la psicologa che è quello per cui ho studiato. Fare la psicologa mi appaga e mi rende soddisfatta.

Ma tutto ciò mi lascia anche del tempo libero. Ho scritto un libro e ho due blog. Seguo la Libreria delle donne e faccio politica.

La mia vita è piena. Non mi riesco a immaginare nel mondo della pubblicità per esempio dove si lavora anche di notte. Ho trovato la giusta dimensione e mi sento realizzata.

Grazie alla libreria, all’agorà e…a mia mamma femminista della differenza

 

 

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