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Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.

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LOST IN TIME- quinta parte. Il tradimento di Paige

Sandra si innamora. Ma Paige, quella che si spaccia per sua amica sta per farle del male..

 

 

Innamorarsi

Nei giorni che seguirono Sandra non smise di pensarla un momento.

Edith l’aveva colpita, tutta la vicenda l’aveva inebriata. Edith: da sogno d’amore a conoscenza reale. Le piaceva davvero, l’aveva incantata per tutta una serie di ragioni, a partire dalle sue parole e da un indiscusso fascino unito a una graditissima semplicità d’animo...

Tutto questo aveva risvegliato in Sandra l’entusiasmo e la passione...

Aveva voglia di studiare, uscire, vedere le amiche, vivere momenti mondani ed esperienze più impegnate....insomma aveva voglia di vivere.

E di amare.

Si era innamorata, pensava a Edith e, come un’adolescente, il suo cuore batteva forte...

Innamorata...così si definiva, anche se era ancora presto per dirlo...

Infatuata, inebriata di dolci amorosi sensi...

Le sembrava soltanto strano essersi invaghita nuovamente di una donna molto più grande...

Eppure l’emozione provocata al pensiero di quella differeza d’età, distanza incolmabile, e quella diversità irriducibile che si univano e mischiavano in un atto d’amore che poteva comprenderle e generare ancora amore, era talmente forte che andava vissuta. Fino in fondo.

Ogni canzone d’amore le ricordava Edith. La sognava...di notte, di giorno...

Studiava con passione ma si distraeva con altrettanta passione.

Pensava ai discorsi di Edith e la sentiva più vicina. “.... i grandi cambiamenti li possiamo attuare solo a partire da noi. Modificando il nostro modo di pensare e amando noi stesse, potremmo attirare persone migliori. E poi l’importante è valorizzare la propria differenza femminile. E’ fondamentale, per avere un buon rapporto con gli altri, riscoprire del rapporto con le proprie simili e soprattutto e prima di tutto con la propria madre”

 

Sentiva tante idee nuove nascerle dentro. Da un lato. Ma dall’altro aveva ancora tutta la pena della sua immaturità da scontare.

 

Senza di lei

La musica frastornante del BluStar le stava assordando tutte, il gruppo delle sue amiche infatti se ne stava andando. Quella sera il rock era esagerato. Ma Sandra ci stava dentro, quasi come si fosse impasticcata, ballava assaporando quelle note, a volte senza senso, cercando di distrarsi da quella passione così dirompente che ora non le lasciava fiato per respirare.

“Chi ti piace?”Chiese un’amica

Un sussurro tra i brani assordanti la face rabbrividire. Custodiva così gelosamente il suo segreto che aveva timore si svelasse dai suoi occhi.

“Nessuna. Sto bene con me stessa”

Rispose. Una volta ne avrebbe parlato. Qualcosa stava cambiando.

Cambiò anche la musica.

Run in time, running away, running back, I could see you again

Si ritrovò a canticchiare sopra le note del lento suonato quella sera dopo ben quattordici brani di rock energetico. La ragazza che ballava con lei forse avrebbe voluto baciarla.

…feeling you again…Oh, I could change everything…if only I could really turn back time…

Poter tornare indietro nel tempo, a quella sera...

Rivedere Edith.

Parlarle ancora una volta.

Avrebbe voluto rivederla.

Perché non le aveva lasciato il numero?

“running back to see you again.

… to change everything… Oh…If only I could!”

 

Si svincolò da quell’abbraccio che diventava forte.

Salutò tutte e, in fretta, tornò a casa.

 

                                                                      ***

 

La primavera era alle porte.

Le giornate erano lucenti e fresche.

Stava bene, si, Sandra stava bene, cercava di godere ogni attimo di luce e sole.

L’angoscia di Lucille era ormai alle spalle. Aveva voglia di fare tante cose, “tante cose belle…” come scriveva sul diario.

Emozioni forti, belle, a volte però…

La passione per Edith non si era affievolita, al contrario. Sentiva che era molto importante per lei e si rendeva conto che erano passate già tre settimane dalla festa senza aver avuto modo di incontrarla.

E, a volte, perdeva le speranze.

Ogni tanto la guardava in tv.

Nonostante il risveglio delle sue ambizioni stava ricominciando a studiare poco.

Perdeva sempre più ogni tipo di concentrazione.

Era come se dentro di lei agissero delle sotterranee trasformazioni che, seppur non arrivando quasi mai a livello cosciente, disturbavano le sue attività.

Il silenzio della casa vuota inoltre la rendeva malinconica.

Le sue compagne d’appartamento erano molto spesso in giro senza di lei. Così anche le sue amiche

A differenza dei primi tempi di euforia, non aveva più voglia di locali, li evitava senza troppi ripensamenti, ci andava ogni tanto con una frequenza sporadica.

Preferiva di più pensare, o, quando ci riusciva, studiare.

E voleva piacere a Edith.

Ma Edith non c’era.

La vedeva solo in tv.

“Devo comunque fare qualcosa” Era ormai il suo pensiero ricorrente.

 

                                                                       ***

 

Capitò per caso quella sera di rivedere Edith in tv. Di solito sapeva quando partecipava a qualche trasmissione...

Si preparava ad uscire, fu davvero un caso.

Smise di truccarsi e si precipitò davanti alla tele.

Ascoltò con particolare attenzione quello che diceva. Edith parlava dalle sue ricerche in India a proposito dell’architettura degli Stupa.

Sandra provò una strana sensazione. Non era quello che diceva, nè il solito incanto di vederla... Lo sguardo di Edith, notò, era diverso dal solito. Un’ombra di dolore ricopriva la luce naturale dei suoi occhi.

Sandra si sentì turbata. Era come se Edith avesse trasmesso il suo dolore e lei lo avesse recepito...

Cosa succedeva? Ovviamente non poteva saperlo e non poteva neppure far nulla. Infondo quante cose sapeva di Edith?

Uscendo altri pensieri la invasero.

Edith era davvero molto ma molto più avanti. Come poteva provare qualcosa per lei?

Si sentiva, per certi versi, così piccola.

Accettare la disparità non era facile, pensava Sandra.

Si sentiva male al pensiero di quanto Edith fosse più avanti di lei.

Eppure doveva prenderne atto.

Eppure la differenza, pensava, può portare vantaggio permettendo una certa circolazione di ricchezza...

Con tutti questi pensierì uscì di casa per una delle tante cene che ormai faceva con Paige.

Giunse in strada e si diresse di corsa verso il metrò.

Si rese conto d’aver bisogno di parlare.

Di lei, della sua passione che cresceva. Passione per qualcuno più grande di lei. Ma non solo di età.

Era una cosa normale? Qual era la cosa giusta da fare? Esisteva poi una cosa giusta di fare?

Le sue amiche erano tutte fidanzate. Lei non si dava più da fare.

Aveva Edith in testa. Era solo un sogno? Doveva perseverare?

Come?

E ancora, era normale?

Doveva confidarsi con qualcuno, chiedere consiglio.

Compose un numero a lei ben noto.

Di nuovo il cellulare senza soldi!

Andò alla ricerca di un telefono pubblico.

 

 “Mamma, sono Sandra.”

 “Sandra…ciao, come va?”

La voce di Hélène non nascondeva il fatto fosse sorpresa di sentirla.

“Come stai tu, mamma,…ti sento un po’ giù”

“Non ho nulla. Sono solo un po’ stanca. La tournèe è andata bene, ma è stato tutto molto faticoso.”

Sandra percepì angoscia nel tono della sua voce.

“Davvero?”

“Ma si, te lo ripeto, Sandra! E’ tutto a posto.”

“Ti credo…ti credo…ascolta…dovrei dirti una cosa, insomma dovrei parlarti…”

“Come sta Giorgia?”

La interruppe.

“Mi hai sentito? Ti dovrei parlare, mamma”

“Si, ma è due settimane che non sento Giorgia…”

Sandra si rassegnò. “E’ ancora all’estero con il suo ragazzo. Si sono fermati lì quasi quattro settimane Torna martedì. La vado a prendere.

Ti è mai capitato di innamorarti di una persona più grande di te?”

 “Come dici?Sandra! Ti sento a scatti, ho un avviso di chiamata. Ti richiamo, piccola”

E riagganciò.

 

Sandra chiuse gli occhi.

Si appoggiò all’apparecchio telefonico e pianse.

 

                                                                                 * * *

 

Tra le stelle artificiali del BluStar, Sandra sembrava aver dimenticato il dolore della conversazione avvenuta qualche ora prima.

“Devo fare qualcosa” Pensava “E devo cavarmela da sola”.

Paige le stava di fronte. Sembrava assente

“Potrei confidarmi con lei…”Pensò

“Dirle di Edith…” Qualcosa tuttavia la tratteneva dal farlo.

Al momento però non vide altra soluzione.

“Volevo ringraziarti di avermi presentato Edith”

Disse balbettando.

“Edith è una bella persona” Rispose Paige

“Ti piace?”

Sandra esitò.

Poi commesse il secondo errore fatale: fidarsi.

“Si”

Paige, di sua iniziativa, prese a parlare di Edith scivolando sul personale.

“Non so se sia lesbica, se è questo che vuoi sapere…”

“Io non voglio saperlo…”

“Beh, se ti piace, vorrai sapere…”

“Preferirei di no, vorrei mi raccontasse lei le cose…”

“Aspetta e spera. Quello che posso dirti è che è divorziata, lui era piuttosto violento. Poi voleva a tutti i costi Megan.”

Sandra rimase perplessa.

“Comunque dopo aver superato il trauma della separazione ha ridimensionato il suo risentimento verso gli uomini ed è diventata una che ha sempre dichiarato di innamorarsi della testa delle persone più che del loro sesso. Ma io ho sempre pensato che la sua rabbia verso il sesso maschile non si sia mai spenta del tutto. E credo che eterosessuale convinta non lo sia più.

L’amore vero dopo il divorzio l’ha provato solo per due persone di sesso femminile. Comunque sappi che Edith ha anche una figlia per la quale nutre un’adorazione e una venerazione quasi ossessiva.”

Sandra sorrise. “Me ne ha parlatato.” Disse

“Te ne ha parlato?” Paige dovette mordersi il labbro inferiore per contenere la rabbia.

“Lo credo, ne va fiera e ha ragione: è una ragazza molto in gamba.” Disse

“Pensa nonostante sia giovanissima è già una modella che vive viaggiando intorno al mondo tra un servizio fotografico e un altro. Si stava laureando quando ha iniziato a sfilare per alcuni giovani stilisti. Poi è stata ingaggiata sempre più spesso”

 “Sembrano nate per essere famose.” Pensò, gli occhi sognati e un sorriso sereno.

 “Devono avere un bel rapporto” Disse.

“Ne hanno uno ottimo ma non saprei dire esattamente quanto Megan comunque sappia della vita sentimentale di Edith…è una ragazza molto indipendente, vive in giro per il mondo, come sua madre del resto…forse Edith le avrà detto qualcosa…tuttavia credo che anche per Megan valga la regola generale di tutti i figli: meno sanno della vita sentimentale dei genitori, meglio è.”

“Ascolta, per concludere…”Disse Sandra interrompendo volutamente tutte quelle confidenze non richieste.

 “Potrò mai rivedere Edith?”

Paige sospirò sorridendo “Sei proprio innamorata!”

“Abbi pazienza per almeno due settimane - continuò - Tra qualche giorno Edith partirà per Roma per alcune apparizioni televisive nazionali.”

 

                                                          

 

Mancate verità

 

Edith, vestita di rosso, certamente la più bella della sala, quella sera.

Paige le camminava accanto come davvero fossero fidanzate.

Le altre, gli altri, forse, avranno davvero pensato così.

Paige, inebriata dal delicato profumo di Edith, si sentì quasi mancare dall’emozione quando questa le aggiustò una ciocca di capelli e si sedette vicino a lei.

In quel momento desiderò intensamente di stringerla tra le sue braccia.

 

“A cosa pensi?” Chiese Pam vedendo l’amica assorta.

Paige si risvegliò e sorrise

“Niente, solo ricordi”

Pam versò il caffè nelle due tazzine e scartò il dolce.

 “Sei davvero un’ospite gradita, Pam, soprattutto per i dolci che mi porti”

Disse Paige cercando di riportare la conversazione su altri argomenti.

“Solo per i dolci?” Scherzò Pam e risero entrambe.

“Mi piace coccolarti, Paige...”Disse Pam scherzando

Si alzò e prese a gironzolare intorno alla stanza. Vide delle foto lasciate alla rinfusa sul tavolo.

“Le foto del party di Luca! – escalmò - peccato che quella sera non potevo…”

Iniziò a guardarli sbizzarrendosi in commenti sugli invitati.

Il fatto che Pam fosse nuovamente distratta permise a Paige di continuare a ricordare…

 

Ad un tratto Edith sembrò assopita in pensieri personali.

Il locale era pieno di gente, c’era la musica, a cosa stava pensando?

Paige non si dava pace.

Forse ancora a suo marito, sicuramente non si era ancora ripresa dal trauma di quella separazione violenta.

Con discrezione la seguì con lo sguardò quando si alzò per andare a prendere da bere.

Era bellissima con quel vestito che risaltava quella sua figura esile e così aderente sul seno.

 “Ti devo dire una cosa…”Disse Edith quando tornò al tavolo

“Dove sei stata?” Chiese Paige.

 

Il cellulare di Paige squillò distraendola.

“Ciao, Paige, sono Edith.”

Impallidì visibilmente e Pam, che intanto sorseggiava il caffè, si fermò intuendo di chi si trattasse.

“Come stai?” Chiese Paige.

Stavo proprio pensando a te. Avrebbe voluto dirle.

“Abbastanza bene.” Rispose Edith ma Paige capì dal tono di voce che così non doveva essere.

“Questa è la risposta formale - disse Paige dolcemente - .Suvvia, cosa c’è che non va?”

Di solito a questa domanda Edith si confidava. Ma questa volta fu diverso.

“Davvero, tutto bene.”

Ci fu un attimo di silenzio.

“Tra due giorni parto per Roma - disse Edith - Ascolta, sarò diretta.” Continuò.

“Vorrei vederti prima di partire e…vorrei rivedere anche la tua amica…Sandra.”

Paige si irrigidì di colpo.

“Non fraintendermi, Paige…-si giustificò Edith - mi sta molto simpatica, mi mette allegria. E poi trovo che sia molto preparata in campo artistico. Per questo vorrei rivederla o contattarla telefonicamente perché vorrei invitarla a partecipare ad un mio corso che terrò il mese prossimo in nella mia scuola. Mi ha colpito, è sensibile. Trovo che le sarebbe davvero utile. Potrebbe poi conoscere qualche mio collega…”

Presa da una morsa d’ira, Paige arrossì.

Sentiva palpitazioni a mille. Intuiva benissimo che sotto sotto non era solo il corso la ragione per cui Edith voleva rivedere Sandra.

“Tu puoi darmi il suo numero di telefono?”

Paige sentì le gambe tremare.

Sapeva quello che stava per fare.

Ma sentiva che non sarebbe stata in grado di impedirselo.

Diede uno sguardo al foglio appeso sopra lo specchio vicino al telefono fisso, pieno di numeri di amiche. Cercò quello di Sandra come cercasse di cambiare i suoi piani. Lo trovò scritto in grande e in rosso.

Si avvicinò e sfiorò con un dito quel foglio con il numero sopra.

“Il numero di Sandra?”Chiese retoricamente, cercando di prendere tempo.

Edith non glielo concesse.

“Si, il suo.”

Paige prese un forte respiro.

“In questo momento non ce l’ho sotto mano…ma ascolta…”

Si interruppe inspiegabilmente.

Non era facile quello che stava per fare.

“Devo farti una confidenza, Edith.” Disse.

“Sandra è innamorata di te. Non ti conviene telefonarle. Credo desteresti in lei delle inutili illusioni. Forse tu hai anche delle intenzioni di quel tipo nei suoi riguardi…non lo so…”

“Cosa dici, Paige?”La interruppe Edith imbarazzata come sotto sotto fosse stata colta sul fatto.

“Mi è simpatica tutto qui e…”

 “Comunque Sandra è innamorata davvero. Inoltre ha un pessimo rapporto con sua madre. E’ probabile che ne cerchi un’altra in te…”

Paige aveva ingranato la marcia, parlava diretta, con un fare forte e suadente finchè il suo sguardo non incontrò quello esterrefatto di Pam che stava sentendo.

Il suo tono di voce perse sicurezza ma ormai non le rimaneva altro che continuare su quella strada “Sandra cerca l’amore della sua vita. E vuole trovarlo in te. Comunque ha dei problemi. Suo padre è scappato che lei era, su per giù, agli inizi dell’adolescenza e sua madre è sempre stata assente. Se non vuoi trovarti coinvolta in qualche strano rapporto, non darle troppa corda. Te lo ripeto, è piena di problemi, lasciala stare. Dimenticala, è un consiglio che ti do…da amica.”

Edith non disse nulla rimanendo alquanto delusa e disorientata.

“D’accordo.” Concluse con tono seccato.

Poi congedò l’amica.

 

Paige riagganciò inspirando profondamente

“Che diamine le sei andata a dire?”Chiese Pam.

Paige arrossì senza rispondere.

“Paige, mi hai lasciato sconvolta.”Disse ancora Pam.

Ma l’amica se ne stava in silenzio.

“Sandra la conosco poco ma non mi sembra abbia tutti questi problemi e poi…vai a dire così certe cose???…”

Pam era allibita.

“Edith ha dei problemi - rispose Paige calma e più tranquilla come si fosse legittimata -. Volevo solo evitarle altre noie. E poi è meglio così per Sandra, che deve crescere.”

“Sarà… - disse ancora Pam - Comunque sia non spetta a te occuparti dei loro problemi. Se la sarebbero vista da sole. Hai messo i bastoni tra le ruote…”

Ma Paige era di nuovo sprofondata nei ricordi.

 

Edith si era seduta al tavolo e si era avvicinata a Paige.

“Al bancone l’ ho incontrata... Tu sai che mi piace vero?”

 

Anche se solo un ricordo lontano bruciava come una ferita ancora aperta. Paige si sentiva ancora ardere dalla gelosia

 

“Paola è una persona molto interessante….- continuava Edith -Mi ha invitato a cena sabato. Penso proprio che ci andrò.”

Edith sembrava serena.

 

Un dolore atroce.

 

Quel sabato notte solitario Paige lo passò a casa a letto stingendo forte un cuscino per sfogare rabbia e affetto insieme.

Il pensiero di lei assieme a quella sconosciuta non le dava pace.

Vorrei tu fossi qui.

Ma non riusciva proprio a prendere il coraggio di dirle la verità.

Edith, sono innamorata di te.

Troppo difficile da dire per lei che si vedeva davvero così poco attraente.

Troppo difficile per la paura di perdere la sua amicizia...

Troppo difficile...parlare d’amore a volte è davvero troppo difficile...

 

“Non può succedere di nuovo.” Pensava Paige mentre Pam non aveva ancora smesso di fare le sue considerazioni.

“Devi dimenticarla, Paige…”

Pam era più insistente che mai.

“Lei non ti ricambia. Ovvero è probabile che sia così ma…tu non puoi esserne certa fino in fondo dato che non ti sei mai confidata con lei, Paige.”

Paige non rispondeva.

“O glielo dici oppure devi dimenticarla.” Disse decisa.

Poi sospirò e riprese più docilmente il suo discorso. “Come vedi la vita ti ha anche offerto altre possibilità come Misha…”

“Misha è stata solo un’avventura. Lei non vive neppure in Italia. Non c’era futuro per noi.” Obiettò con tono duro.

Seguì un istante di silenzio.

“Sandra non dovrà mai sapere nulla.” Disse infine con modo imperativo.

Pam rimase in silenzio.

“Tu da che parte stai?” Insistette Paige

Pam si arrese “Ti sarò complice perché sei mia amica ma ciò non vuol dire che approvi quello che hai fatto.” Rispose.

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