Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
L’invidia, la rivalità tra donne esiste. Preciso subito che non è soltanto una prerogativa femminile come i maschi vogliono farci credere. Anche tra loro c’è molta competizione e se la fanno alle spalle tranquillamente appena ne hanno l’opportunità, basta vedere il film “Le idi di marzo”…e sfatiamo una volta per tutte questo mito della solidarietà maschile che esiste ma non è appunto tutta questa gran cosa. Comunque ho visto dei casi in cui questo sentimento c’è e avvelena le relazioni tra donne.
Due artiste, amanti, rivali. E’ la storia di un amore che sembrava tale fin quando a uno spettacolo in cui hanno partecipato entrambe, una delle due ha svelato un’espressione di invidia e malcontento quando l’altra ha avuto successo. C’è da chiedersi quanto questo sentimento fosse presente e avesse avvelenato la relazione perché comunque è finita.
Una storia dolorosa che però si è ripresentata anche in altre occasioni. Una ragazza racconta di essersi innamorata di un’altra ma questa invece di ricambiarla o essere semplicemente lusingata dal fatto aveva solo una gran voglia di mettersi in competizione. E tra le due è nata presto una guerra tra chi era la migliore.
Questa storia sembra avere dell’assurdo. Invece è avvenuta davvero. Due amanti o due persone che avrebbero tranquillamente potuto esserlo invece di scambiarsi amore e solidarietà hanno avuto in entembi i casi un cedimento così profondo verso sentimenti di invidia e amarezza.
Cosa può essere accaduto?
Beh, tutte e due le voslte era presente una differenza d’età. Era la persona più grande a provare invidia. Nella persona più adulta di età anagrafica, certamente potrebbe esserci stato un proiettare sé più giovane verso la ragazza in entrambi i casi e magari ricordare vecchi insuccessi o constatare che non è più una ragazzina ed è ora di lasciare il palco, in tutti i sensi, alle nuove generazioni.
Bisogna poi considerare che ogni persona ha dei sentimenti ambivalenti. Siamo bene e male insieme, siamo buoni e cattivi allo stesso tempo.
Anche un rapporto può essere caratterizzato da sentimenti ambivalenti che si possono manifestare in tutte le maniere.
Sopportata l’ambivalenza che caratterizza ogni relazione, bisogna verificare quali sentimenti prevalgano. Quelli di amore oppure quelli di competizione e rivalità.
Nei due casi citati si può fare un distinguo. Nelle due artiste l’invidia non si era mai manifestata in modo evidente, forse era latente e non si lasciava percepire forse era solo un elemento che si inseriva in una normale ambivalenza di sentimenti che caratterizza tutte. Nel caso della ragazza innamorata della donna che non la ricambiava e cercava invece la competizione il sentimento che ha prevalso è stata la rivalità, l’invidia e la gelosia. Tant’è che non solo la relazione che avrebbe potuto essere non è partita ma per un po’ si sono fatte la guerra.
Ho anche il caso di due amiche confidenti e non amanti. Due amiche che si supportavano l’una con l’altra e si davano una mano. Ma una delle due è stata avvelenata dal desiderio di potere e carriera.
Questo ha fatto sì che facesse notare all’amica quanto il suo lavoro fosse più prestigioso di quello che aveva lei, si vantasse della sua situazione. L’altra in qualche modo era coinvolta nel gioco di potere se no avrebbe lasciato correre invece si è infastidita non di poco per gli atteggiamenti dell’amica.E’ chiaro che il gioco della carriera e insieme del potere è capace di corrodere e devastare un’amicizia come poi è avvenuto. I rapporti si sono raffreddati.
Ma andiamo al nocciolo. E’ possibile liberarsi da questi giochi che ci mettono in competizione? L’invidia artistica, la competizione per il lavoro, la rivalità femminile tout court?
Diciamo che la cosa mi turba parecchio. Ed è per questo che scrivo e cerco di capire.
Direi che invidia e competizione siano sentimenti naturali che tutti proviamo. Ma perché poi nella relazione con l’Altra cominciano a prevalere sulla solidarietà, sull’affetto, sull’amore?
Chi parla di questioni biologiche e di dna, chi dice che la donna è nemica della donna quanto l’uomo (è un passo di Goliarda Sapienza nell’Arte della Gioia”), chi sostiene che le donne non sono capaci di fare gruppo e gli uomini sì.
Io ci sto riflettendo e non sono ancora arrivata a un giudizio stabile però in questo mio vagare psicologico alla ricerca di senso posso dire che si tratta di casi. Non isolati, alquanto comuni, tuttavia sono dei casi.
Le donne sono capaci anche di relazioni di amicizia e solidarietà molto forti. Lo testimoniano anche i casi che ho nominato in questo blog.
Bisogna secondo me convivere con una sorta di ambivalenza. C’è del buono e dei sentimenti di invidia. A volte prevale uno a volte prevale l’altra. E’ un fatto naturale che riguarda donne e uomini. L’ambivalenza riguarda l’amicizia e l’amore. C’è del buono e ci sono questi sentimenti di invidia e competizione che a volte hanno il sopravvento.
La cultura e la lettura possono portare le persone a riflettere e a cercar di far prevalere il buono riconoscendo comunque i sentimenti di competizione e rivalità come naturali senza farli prevalere.
Avete storie da raccontare su questo o riflessioni? Scrivete pure!