Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
Questo libro mi ha aperto a nuove dimensioni d’essere. Silvia Montefoschi, psicoanalista, parla di una dialettica presente in noi: siamo una parte attiva e una passiva, una cosa e il suo contrario.
“Quando il paziente – dice - salta nella dialettica allora si pone come soggetto di se stesso, mediatore della sua interna contraddizione e si rapporta con me (Silvia Montefoschi psicoanalista, ndr) come altro soggetto di un discorso e non più come parte complementare della mia”.
Un paziente, ma anche una persona, che riconosce e vive la propria dialetticità, le parti di sé in contraddizione e irriducibili, nasce come soggetto completo.
Ancora “Il pensiero dialettico si rivela qui essere l’espressione del suo vivere dialetticamente se stesso, essendosi ormai egli riconosciuto nella condizione di chi, come l’essere umano, deve mediare i termini della contradditorietà perenne della propria esistenza; e questi termini, di cui il paziente fa diretta esperienza nel patire e nell’agire la vicenda relazionale, si rivelano coincidere con i due aspetti della realtà specificatamente umana, ovvero l’oggettualità e la trascendentalità, che sostanziano la contraddizione fondamentale propria di chi, come l’uomo, è contemporaneamente oggetto passivo della natura e soggetto attivo nella natura”
Leggendo questi passi ho scoperto in me il contradditorio, le contraddizioni irriducibili che compongono il mio essere e dialogano tra loro.
Ho infranto il tabù dell’incesto cioè i rigidi ruoli in cui siamo incastrati nella famiglia e nella società.
“L’incesto – dice Montefoschi - non si compie una sola volta nella vita, bensì ogni qual volta una nuova pulsione vitale si impone alla coscienza per prendere forma null’universo umano. Allora la progettualità della nuova esistenza irrompe, come la forza erotico spirituale e, nell’infrangere l’ordine dei rapporti logici che strutturano il discorso già formato, feconda il nostro pensiero e dà nascita a un nuovo ordinamento”
L’incesto viene visto come il momento critico lungo il divenire indivuiduale e momento trasformativo del sociale.
In pratica si tratta di infrangere la rigidità dei ruoli all’interno della famiglia e della società
Una donna un uomo deve recuperare in sé i due termini del discorso universale
Questo libro invita alla rottura dell’univocità con se stessi.
Ancora “il compimento simbolico dell’incesto, quale infrazione di questo ordine di rapporti, vuole dire allora recuperare a sé la funzione demandata all’altro, in quanto contadditorietà alla propria, e liberare così l’altro dal ruolo che la rappresenta, sia esso di padre o di madre, di figlio o di figlia, per poter infine porre l’altro avanti a sé come soggetto.
Il compimento simbolico dell’incesto quale infrazione dell’ordine dei rapporti gerarchici e quale recupero a sé delle funzioni separate nei ruoli, significa allora anche uscire dalla dipendenza della struttura esterna, necessaria fin tanto che si resta elemento univoco di essa, e farsi così soggetto della propria struttura interiore, che è quella di una totalità dialettica”.
Infrangere i ruoli precostituiti e riscoprire la dialetticità del nostro inconscio sono i punti del libro che mi hanno appassionato di più. Ho accettato maggiormente le mie contraddzioni, lasciando che emergessero e non reprimendole. Le parti di me sono in dialogo e irriducibili. Non sono espressa in un pensiero unico ma in parti in dialogo tra esse.
Silvia Montefoschi mi ha fatto rinascere soggetto completo. Adesso accetto parti di me che stridono tra loro, contraddizioni evidenti.
Un libro che apre la mente