Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
Stare nell’ombra, fuori da un percorso già dato e illuminato, fuori dalla luce, dove luce significa ciò che si vede ed è normato, già dato, già percorso. Stare nell’ombra invece per vedere la realtà illuminata, da fuori, da un’altra angolatura per capirne gli aspetti, i limiti e i pregi, per trovare nuovi modi di essere liberi e fuori da dinamiche già date. Questo apprendo dalla mia filosofa preferita, Maria Zambrano.
Riporto quanto scritto da lei in Verso un sapere dell’anima ripreso da Annarosa Buttarelli nel suo libro Una filosofa innamorata
“Non comunicai a nessuno la mia decisione di abbandonare lo studio della filosofia, finché un giorno indimenticabile, credo nel mese di maggio, entrò un raggio di luce attraverso una tendina nera che copriva una delle fessure dell’edificio di San Bernardo che davano su un patio. Il professor Zubiri stava spiegando niente di meno che le Categorie di Aristotele. In un attimo io mi ritrovai, non tanto presa da una rivelazione folgorante, quanto pervasa da qualcosa che si è sempre rivelato più adatto al mio pensiero: la penombra toccata di allegria. E allora, in silenzio – nella penombra, più che nella mente direi dell’animo, del cuore – si dischiuse a poco a poco, come un fiore, la netta sensazione che non avevo forse alcuno motivo per abbandonare la filosofia”
Filosofia sì ma fuori dagli schemi accademici.
E come scrive il sito
“La sua caratteristica più affascinante consiste in uno sforzo intellettuale e viscerale insieme di dar voce a ciò che resta silente, di celebrare l'oscurità, l'altro lato dell'esistenza, quello esiliato, muto, nascosto ma profondamente `sentito', che solo libera dalla tendenza assolutizzante ed impone l'umiltà, compagna necessaria di ogni cammino di conoscenza. La filosofia fu il suo prioritario impegno e la sua irrinunciabile passione: una sfida costante al pensiero oggettivante che tende a negare l'anima stessa da cui trae origine. Non amò quindi mai alcun `sistema filosofico', che vedeva come "castello di ragioni, muraglia chiusa del pensiero di fronte al vuoto". Aspirò sempre ad una verità al di fuori di criteri e stereotipi, fedele nell'intento di attuare una "filosofia vivente", disposta a confrontarsi con l'essere umano nella sua interezza, ad esplorare "il logos che scorre nelle viscere". "Il pensiero, a quanto sembra, tende a farsi sangue. Per questo pensare è cosa tanto grave. O forse è che il sangue deve rispondere al pensiero... come se l'atto più puro, libero, disinteressato compiuto dall'uomo dovesse essere pagato, o quanto meno legittimato, da quella `materia' preziosa tra tutte, essenza della vita, vita stessa che scorre nascosta".
E io cosa c’entro ?
Stare nell’ombra, fuori dai giochi, per ripartire verso un senso libero dell’essere.
Stavo ascoltando un incontro diversi anni fa dove parlava una filosofa molto importante del femminismo italiano e un’altra relatrice. Dell’altra relatrice non capivo molto. Poi è intervenuta lei. A quel punto mi fu tutto chiaro e mi ricordo entrò un raggio di sole nella sala. Questo fatto l’ho vissuto sia come un’illuminazione ma anche in un’altra maniera. Ritrovandomi nella zona d’ombra mi sono detta: il mio posto è fuori dai riflettori. E’ da un’altra parte, posso essere e significare altro.
Ho capito la mia strada come doveva essere, ho trovato il senso di me.
LIBERTA’ E COMPETIZIONE
A volte si vuole competere. Tra donne, tra donne e uomini. Si vuole emergere. E ci si spintona, si cerca di mettersi in mostra. In ogni modo, a volte in modo onesto a volte meno.
Ma la vera libertà, dico io, è stare nell’ombra. Guardare la realtà da fuori, vederne tutti gli aspetti, e pensare ragionare agire in modo altro. Può essere un modo di uscire dai giochi di potere, e guadagnare in libertà da dinamiche e schemi già dati e patriarcali . E a volte operare nell’ombra permette davvero un vantaggio che può esser visto a scapito di chi sgomita. Stare nell’ombra è guadagnare libertà, soprattutto. E respirare un senso dell’essere nuovo e altro. E, per chi vuole, anche c’è un guadagno anche in competitività, se proprio se ne ha bisogno. Un pensiero nuovo fuori dagli schemi che schiva certe dinamiche, infatti, fa gola a tutti ed è capace di spiazzare