Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
Trovo che la presenza di uomini a Paestum produrrebbe un dialogo molto proficuo
Inizialmente avevo delle perplessità sulla partecipazione maschile ma ho cambiato idea. Paestum lo volevo inizialmente, infatti, come un luogo separato, solo per donne, tra donne. Non volevo interferenze. Ma ho capito che la pratica del trovarsi fra di noi ha dato i suoi frutti e dobbiamo scommettere di più. Si può continuare a ritrovarci ancora tra donne, anzi bisogna farlo, ma a Paestum, secondo me, dobbiamo scommettere di più. Sarebbe davvero una grande posta in gioco.
Il mio problema era anche in termini di godimento, mi dicevo: “questi uomini, uffa, ci rovinerebbero il piacere di stare tra noi, intralcerebbero la produzione di pensiero nuovo”. Ma mi sono resa conto, dopo essermi confrontata con un’amica con cui sono in relazione, che, se proprio vogliamo parlare in termini di godimento, può essere ancora più piacevole promuovere un percorso insieme. E nessuno intralcerebbe niente perché si produrrebbe il nuovo in relazione proficua.
E poi il mondo sta andando a scatafascio, c’è bisogno di ricomporlo, di creare nuovi modi di essere e muoversi per ricostruire una realtà diversa. Soltanto che non lo possono fare le donne sì e gli uomini no in quanto lasciati a loro stessi. C’è bisogno di dialogare, configgere, creare il nuovo a partire da tutte le opportunità di relazione e comunque scommettendo insieme a loro. Se lasciamo gli uomini indietro non cambierà mai nulla e di fatto urge un cambiamento.
Nel blog di Paestum viene detto, da parte di chi gli uomini non li vuole, che quelli che fanno politica sono pochi e le pratiche con loro non sono anch’esse abbastanza. Ebbene io dico, lavoriamo con gli uomini che ci sono, ci penseranno loro poi con il loro vissuto e la loro parola a contagiare gli altri, gli altri che magari sono indifferenti alle nostre pratiche.
Viene anche detto: piuttosto che gli uomini invitiamo le donne in difficoltà, quelle ancora vittime del colpo di coda del patriarcato. Sono d’accordo sull’invitarle, invitiamo loro e gli uomini. Le une non escludono gli altri.
Con gli uomini c’è bisogno di fare un percorso. Se non partiamo però non arriveremo mai. Possono essere pochi, ci possono essere poche pratiche, magari c’è poco interesse da parte loro. Non fa niente. Partiamo con loro, se sono poco interessati stimoliamoli noi, se sono pochi quei pochi contageranno gli altri, se le pratiche sono ancora poche le faremo aumentare. E’ necessario partire anche se non ci sono tutte le condizioni ottimali perché solo agendo avranno luogo cambiamenti che, anche se piccoli, produrranno altri cambiamenti sempre più grandi.
Serena Fuart