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Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.

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Il femminismo c'è stato e c'è sempre. La mia esperienza

Il sei di marzo ho partecipato insieme a Marina, con cui sono in relazione, alla co-gestione nella scuola in cui insegna lei, il liceo scientifico Vittorio Veneto.

Insieme a due gruppi di circa trenta ragazze l’uno abbiamo parlato di libertà femminile.

Si è discusso delle nostre conquiste, che sono state valorizzate e non date per scontate e sono stati affrontati certi nodi come la gelosia e la possessività che, negli uomini, degenerano in violenza e in certi casi in femminicidio. Le ragazze del secondo gruppo in particolare erano molto interessate agli argomenti, facevano domande, partecipavano con loro riflessioni. Tre di loro avevano anche fatto delle ricerche sul femminismo in occidente e in oriente.

 

Per introdurre la discussione sia io che Marina abbiamo parlato delle nostre esperienze.

Riporto la mia

 

"Mi aspettavo manifestazioni in piazza, lotta per i diritti, emancipazione…invece…

Il mio percorso nel femminismo della differenza inizia nel 2002.

Entro a far parte della libreria delle donne e scopro che il femminismo non è morto come si sente dire in giro e come in parte pensavo anch’io. Il femminismo c’è, fa un lavoro continuo di produzione di scritti e di pensiero che incidono sulla realtà delle donne e di tutti creando libertà, modificazione del simbolico. Si lavora inoltre per sottrarsi dal simbolico maschile dominante e per trovare nuove strade di significazione. Dove si fa politica?  Negli incontri, nei convegni, in rete e tramite il passaparola. E’ un pullulare di associazioni e gruppi che si incontrano, riflettono, scrivono e si fanno sentire in rete e nel mondo.

In libreria delle donne apprendo la politica della differenza, del partire da sé, delle relazione e della a me cara relazione di affidamento.

Faccio parte della redazione del sito della libreria, www.libreriadelledonne.it. La redazione si incontra ogni giovedì e discute sui contenuti da pubblicare. Il sito infatti contiene degli articoli di giornale che sono ritenuti significativi per creare nuovo pensiero come anche dei contributi nostri, della redazione e di chi ci scrive.

Io scrivo, faccio la newsletter, collaboro.

Ho imparato sulla mia pelle che la politica della differenza è davvero quella efficace, i diritti servono certo ma non sono quelli che producono spostamento.

Quando lavoravo nell’ambito dell’editoria svolgevo le mansioni di segretaria di redazione e pubblicista. Ricordo che è stata assunta anche un’altra ragazza che avrebbe dovuto svolgere la mansione di pubblicista, lavoro che come ho detto in parte facevo io. Siccome il ruolo di segretaria mi piaceva poco mentre ambivo a fare l’altro full time il suo arrivo non l’ho salutato bene. Ricordo un forte sentimento di ostilità, rabbia e rancore verso di lei. Le rispondevo male e la detestavo.

Poi parlando con altre donne ho cambiato prospettiva. Invece di essere arrabbiata con lei ho valorizzato la competenza che aveva, ho riconosciuto quel di più rispetto a me. Ho iniziato a parlarle e a sostenerla. Siamo diventate amiche, abbiamo iniziato a darci man forte  a vicenda e abbiamo formato un terzetto con la nostra capa a cui riconoscevamo entrambe autorevolezza. Il nostro legame era forte e scardinava le regole dell’azienda di stampo maschile. Ricordo che abbiamo la battaglia per degli orari più umani (evitando così riunioni alle sei di sera) e per lavoro da casa, indispensabile per la nostra capa che aveva due figlie. Tra noi circolava sapere, amicizia, competenze lavorative. Questo passaggio, spostamento non l’ha prodotto certo un diritto ma la relazione e il sapere maturato grazie alla circolazione di sapere e di esperienze".

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