Questo sito vuole affrontare da un punto di vista del femminismo della differenza le relazioni tra donne, tra amiche, colleghe, madre figlia ecc. Il blog ha pensieri, contributi, poesie.
Ho sempre avuto delle donne più grandi di me come modelli di riferimento. Adesso che frequento la libreria delle donne ne ho conosciute di persone fantastiche con le quali sono in una relazione di affidamento e reciproco scambio: loro mi danno il nutrimento simbolico che ancora mi manca, io cerco di ricambiare svolgendo delle attività utili a loro e alla Libreria.
Il rapporto di affidamento è fantastico non solo per il circolo d’autorità autorevolezza che si mette in gioco ma anche perché è caratterizzato da sentimenti di affetto profondo. Le persone a cui mi sono affidata, oltre a far luce sui possibili percorsi politici e di vita che potrei e posso intraprendere, mi sono state vicino nei momenti di grande difficoltà che mi è capitato di attraversare in questi anni.
La tendenza ad affidarmi a persone più grandi per capire cose di me e per decidere la mia strada ha origini molto antiche e approfitto di queste pagine per raccontarvi due aneddoti.
Ebbene, oltre a mia madre sempre presente, quando ero bambina le donne più grandi le incontravo attraverso la tv. La prima cantante che mi ha fatto riflettere su di me è Cristina D’Avena. Vi farà ridere probabilmente, una bambina che si affida a una cantante eppure ne parlo perché la mia non era semplice idolatria da bambina era un riflettere su cosa faceva questa donna nella vita. Vedevo che cantava, guadagnava, si sapeva muovere nei contesti televisivi con grazia e maestria e ne rimanevo affascinata. Anch’io mi dicevo voglio essere come lei. Ai tempi volevo cantare, passione che non mi è passata perché durante la mia giovinezza ho studiato canto e adesso, chiaramente non ho sfondato (non sono Barbra Streisand) ma in questi anni ho partecipato a delle serate molto carine in cui ho cantato dei pezzi di Elisa (artista che attualmente mi piace molto) e se capita continuerò a farlo. Da Cristina ho poi imparato le buone maniere che le vedevo usare nelle interviste e nei suoi comportamenti in tv. E mi sono detta: “Da grande farò qualcosa di bello e artistico anch’io come lei”. In effetti ho portato avanti la passione dello scrivere e del canto e ho avuto tante belle soddisfazioni.
Ho conosciuto Cristina D’Avena nel 2009. Volevo farle un’intervsita di poche domande che ho potuto rivolgergliele. Lei è stata molto gentile e disponibile. Avevo un progetto. Cristina non è stata l’unica donna da cui ho preso esempio. In adolescenza ho conosciuto Dorothée una cantante per ragazzi francese molto diversa da Cristina pur tuttavia con in comune tante cose.
Dorothèe, rispetto Cristina si rivolgeva ai bambini ma anche agli adolescenti, le sue canzoni sono più rock e i suoi modi meno delicati e femminili. Dorothèe è infatti grintosa, atletica, pur tuttavia essendo almeno in tv a modo.
Dorothèe mi ha trasmesso la forza, la determinazione che anche Cristina mi aveva incitato ma Dorothèe è arrivata proprio nel momento in cui si stava formando la mia personalità.
Il mio progetto nel 2009 era fare due interviste per metterle a confronto. Sono diverse si ma hanno comunque tante cose in comune: entrambe cantano per i bambini ma non sono né sposate, né hanno figli. Hanno iniziato la loro carriere da molto giovani, hanno entrambe recitato e sono conosciute in tutto il mondo, hanno fatto un grande scalpore sul web. Infatti ci sono centinaia di siti gestiti da adulti nostalgici che le sostiene.
Dorothèe non mi ha concesso l’intervista. Cristina sì. Ecco l’articolo in italiano. E’ stato pubblicato anche in francese sul sito www. /www.infosjeunes.com/
Ecco il testo dell’articolo tradotto
Cristina D’Avena et Dorothée
Chi sono le/gli artisti che colorano l’infanzia dei bambini nel mondo? Avendo per anni sognato sulle note della mitica Cristina D’Avena, adesso che sono cresciuta, sorge in me la curiosità di sapere chi colora i sogni dei più piccoli nei Paesi diversi dall’Italia. Ogni luogo ha la propria lingua e la propria cultura e anche personaggi di spettacolo locali che si dedicano all’infanzia. Ho voluto cimentarmi in questa ricerca e in questo articolo ho intenzione di raccontare qualcosina della Francia e dei paesi di lingua francofona. Mi trovo nel 1991 al concerto di Cristina D’Avena a Udine e conosco una ragazza francese che mi parla di Dorothèe, nome d’arte di Frédèrique Hoschedè. La conosco meglio e scopro intanto che, con la dolcissima Cristina D’Avena, ha un sacco di cose in comune: entrambe sono prima di tutto due donne speciali e da lunghissimo tempo fanno spettacolo per bambini, hanno studiato molto e, per loro, la strada del successo non è stata una passeggiata. Nascono sotto il segno del cancro (Cristina D’Avena, 6 luglio, Dorothèe, 14 luglio) sono entrambe cantanti, attrici, animatrici per bambini.
Cristina studia musica poi recitazione, Dorothèe inizia col dedicarsi al teatro poi si cimenta con il canto.
La carriera di entrambe è precoce. Al liceo Dorothèe si cimenta in un’avventura teatrale partecipando a un concorso per liceali adattando ‘Un caprice de Mussset’ che la porta a vincere il premio speciale della giuria per l’interpretazione e viene notata da Jaqueline Joubert, responsabile dei programmi per bambini. Così nasce Dorothèe. Nel 1973 conduce ‘Le mercredì de la Jeunesse in bianco e nero. Cristina inizia ben prima, cimentandosi con il canto e interpretando l’indimenticabile ‘Valzer del moscherino’ allo Zecchino d’oro a soli tre anni. Nel 1981 Alessandra Valeri Manera (responsabile della programmazione della tv per i ragazzi della Fininvest), alla ricerca di una voce per la sigla di Pinocchio, interpellò il compositore Filippo Martelli, che si ricordò di quella voce sentita alcuni anni prima al Piccolo Coro dell'Antoniano. Cristina, all'epoca studentessa di liceo classico, dopo aver partecipato a un provino discografico, venne scelta come interprete della sigla Bambino Pinocchio. Il successo commerciale del 45 giri della sigla diede inizio alla sua carriera. Iniziano così. Poi cantano, recitano, fanno intrattenimento per bambini entrambe. In modo speciale, con un successo crescente che le rende indimenticabili e mitiche. Da 28 anni Cristina D’Avena, interpreta le sigle dei cartoni animati che diventano ‘tormentoni’, raccolti in numerosi album (le indimenticabili Fivelandia e Cristina e i tuoi amici in Tv, per esempio) che vendono tantissimo rendendola popolare e amata in tutt’Italia e nel mondo (ha venduto più di 6 milioni di dischi in tutto il mondo). Per Dorothèe il successo con i più piccoli inizia dal 1974. Conduce Recrè A2, una trasmissione per bambini, poi si cimenta nel canto. I suoi album spaziano dalle sigle, alle canzoni d’amore, alle canzoni popolari francesi (Dorothèe et les Récréamins, Le jardin des chansons e il celebre Dorothèe au pays des chansons, sono i primi, poi produrrà un’infinità di compilation che, come Cristina D’Avena, non conterranno solo sigle ma canzoni d’amore e di vario genere). Anche Dorothèe venderà milioni di copie in tutto il mondo.
Ma Dorothèe, come Cristina, è anche un’attrice. Cristina D’Avena, lo sanno tutti, ha recitato in diverse serie televisive: Love me Licia (1986), Licia dolce Licia (1987), Teneramente Licia (1987) e Balliamo e cantiamo con Licia (1988), basate sui personaggi del cartone animato giapponese Kiss me Licia e ancora in Arriva Cristina (1988), Cristina (1989), Cri Cri (1990) e Cristina, l'Europa siamo noi (1991). Dorothèe ha recitato in ben due film L'amour en fuite (1979) di François Truffaut e, nel 1981, in Pile ou face di Robert Enrico.
Ma la loro esplosione avviene negli anni ottanta e novanta. Dorothèe condurrà per ben dieci anni il mitico ‘Club Dorotheè’, un programma per bambini con schetch, cartoni animati e serie televisive (un po’ come Bim Bum Bam e Ciao Ciao). Dorothèe diventa quindi protagonista indiscussa dello schermo e della musica per bambini, è popolare in tutto il mondo (farà dei concerti anche in Cina e in Giappone, ad esempio). Cristina canta, partecipa a trasmissioni televisive (Sabato al circo, Buona Domenica, La sai l’ultima per dirne alcune), recita e, anche lei, è protagonista indiscussa sulla scena dei più giovani. Cristina ha condotto anche una trasmissione su una radio, Latte e Miele, mentre gli esordi di Dorothèe sono proprio come speakerine. Ma le cose in comune non finiscono qui. Entrambe si ritrovano ancor oggi con una grande popolarità, godono di molta fama sul web (hanno molti siti a loro dedicati) e piacciono molto agli adulti che continuano a seguirle e a sognare con loro. E, vicino alla professione artistica, si sono cimentate in altre avventure. Cristina ha un’azienda di spettacolo e intrattenimento, la Crioma, Dorothèe è stata responsabile dei programmi delle sue trasmissionei,lavorando ‘dietro le quinte’ come produttrice.
Due donne speciali con tante cose in comune quindi.
Ma tornando in Italia, cosa ne pensa Cristina D’Avena della sua carriera e della somiglianza con Dorothèe? Gliel’abbiamo chiesto.
Cosa significa e ha significato per te cantare per i bambini?
Cantare per bambini è bello, dolce, ti trasporta in un mondo legato all’infanzia e al tuo cuore. Mi piace e mi dedico a loro da 28 anni con passione
Entrambe, oltre ad essere artiste, avete svolto anche altre mansioni. Tu, Cristina, hai un’azienda di spettacolo e intrattenimento. Come concili le due ‘anime’ , quella artistica e quella manageriale?
In verità sono più artista che manager, anzi non sono proprio una manager, tranne che di me stessa. Delego quella parte di lavoro ‘non artistico’ a dei miei collaboratori, che sono anche i miei famigliari, ad esempio è mia sorella, Clarissa, che cura l’ufficio stampa della Crioma.
Siete due donne di successo, esempi da seguire. Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare un lavoro come il vostro?
Studiare e non improvvisare. Rimanere se stessi con i piedi per terra, non montarsi la testa e assaporare quello che la vita ti dà.
Tra tutti i vostri successi, c’è anche quello di piacere agli adulti. Entrambe avete tantissimi fan ‘grandi’ che vi dedicano siti web e vi seguono. Cosa ne pensi?
Gli adulti sono i bimbi di ieri che hanno ricordi della loro infanzia molto positivi che rivivono nella Cristina D’Avena di oggi. Ascoltando una sigla vecchia si ricorda l’esperienza positiva e così mi spiego l’amore che i miei fan mi portano negli anni, appunto nei bei ricordi rivissuti.
Dato che siete così simili, se vi incontraste di cosa parlereste?
Chiederei a Dorothèe il segno zodiacale (lo stesso, ndr). L’astrologia mi appassiona, credo che le costellazioni abbiano un’influenza su di noi. Poi cercherei di conoscerla meglio.